Difesa del contante e libertà di scelta. È questo l’obiettivo della Proposta di Legge Statale n. 5 presentata in Consiglio regionale, che punta a garantire ai cittadini la possibilità di utilizzare il denaro contante, nei limiti previsti dalla legge, anche per i pagamenti alla Pubblica Amministrazione e al Servizio Sanitario Pubblico.
La proposta, sostenuta dal gruppo consiliare di Resistere, intende intervenire sull’articolo 1277 del Codice Civile per evitare che prassi amministrative, organizzazione dei servizi o limiti tecnologici trasformino di fatto il contante in uno strumento inutilizzabile laddove la legge ne consente l’impiego.

«Se la legge permette a un cittadino di pagare in contanti, egli deve poterlo fare sempre e ovunque, senza incontrare porte chiuse negli uffici pubblici o nelle strutture sanitarie», viene sottolineato. L’iniziativa non mette in discussione i limiti quantitativi sul contante né le norme contro il riciclaggio, ma rivendica la possibilità di scegliere tra diversi strumenti di pagamento.
Il contante tutela la privacy
Tra le motivazioni indicate anche inclusione sociale, tutela della privacy e resilienza dei sistemi di pagamento. Il contante, viene evidenziato, può infatti essere utilizzato anche in caso di blackout, guasti alle reti o attacchi informatici e rappresenta un’alternativa per chi non dispone di strumenti digitali o di un conto bancario.
La proposta chiede quindi al Parlamento nazionale di blindare formalmente la possibilità di utilizzare il contante, evitando che l’accesso ai servizi pubblici possa dipendere dal possesso di una carta, di un conto o di uno smartphone. «La tecnologia deve adattarsi alle esigenze della persona, non il contrario», è la posizione espressa dai promotori.
