Compravendite a +6,2% e prezzi in aumento

In 8 anni i valori medi delle abitazioni sono saliti di quasi il 50%. Gli affitti brevi incidono sull’offerta, mentre cresce l’interesse per i quartieri vicini al centro e per i comuni della cintura

Il mercato immobiliare veronese continua a crescere, sia per numero di compravendite sia per valore degli immobili. Nel primo semestre del 2026 le transazioni residenziali in città sono aumentate del 6,2% rispetto allo stesso periodo del 2025, dopo il +7,7% registrato nell’intero anno precedente. A fotografare l’andamento è il Real Estate Market Monitor 2026 di Rexer, società immobiliare nata dalla partnership tra Intesa Sanpaolo, Homepal e BPER Banca.

L’analisi evidenzia soprattutto la crescita dei prezzi: nell’arco di circa otto anni, le quotazioni medie delle abitazioni a Verona sono passate da circa 1.900 a 2.900 euro al metro quadrato, con un incremento vicino al 50%. Un andamento che colloca il capoluogo scaligero tra i mercati più dinamici del Paese. Nel confronto annuale, inoltre, Verona registra il maggiore aumento dei prezzi tra le grandi città italiane, con un +8%, davanti a Firenze (+7,9%) e Padova (+7,3%).

A sostenere la domanda è la combinazione tra l’attrattività della città e la disponibilità limitata di abitazioni nelle aree più richieste. A incidere sul mercato è anche il fenomeno degli affitti brevi a uso turistico, che ha modificato l’offerta residenziale, soprattutto nel centro storico. Qui si concentra circa il 60% delle strutture turistiche presenti in città e, nell’ultimo decennio, i prezzi medi di vendita delle case sono cresciuti di oltre il 30%, passando da circa 3.100 a 4.100 euro al metro quadrato.

La pressione della domanda si estende anche ai quartieri immediatamente esterni al centro, sempre più considerati sia da chi cerca un’abitazione sia da chi intende investire nel settore immobiliare. In queste zone, i valori medi sono saliti da circa 1.700 a 2.600 euro al metro quadrato nel periodo analizzato. Gli immobili vengono acquistati per la locazione tradizionale, per gli studenti o per essere destinati al mercato turistico.

«A Verona, i quartieri maggiormente richiesti risultano essere quelli limitrofi al centro storico, in particolare Veronetta, Borgo Trento, Valdonega e San Zeno, grazie alla loro posizione strategica e all’elevata qualità della vita», spiega Rodrigo Azzinnaro, responsabile commerciale Nord Est di Rexer.

Per quanto riguarda le caratteristiche degli immobili, la tipologia più ricercata è il trilocale tra i 70 e i 90 metri quadrati, preferibilmente dotato di garage. Una soluzione che interessa tanto le famiglie quanto le giovani coppie. Accanto alla domanda residenziale, sottolinea Azzinnaro, si registra l’interesse di investitori e piccoli imprenditori, orientati all’acquisto di appartamenti di grandi dimensioni da suddividere in più unità oppure di immobili da ristrutturare e rivendere dopo averne incrementato il valore.

La crescita delle quotazioni non riguarda soltanto le aree centrali. Anche le periferie hanno registrato aumenti superiori al 40% nell’arco di circa otto anni, con prezzi medi ormai stabilmente oltre i 2.000 euro al metro quadrato. In questo caso, a favorire l’apprezzamento hanno contribuito anche le nuove costruzioni e la ricerca di abitazioni più moderne a costi relativamente contenuti rispetto alle zone più centrali.

Si intravede inoltre una progressiva estensione della domanda verso i comuni della cintura veronese. Pur trattandosi ancora di una tendenza limitata, località come Bussolengo, Castel d’Azzano, San Martino Buon Albergo, Villafranca e San Giovanni Lupatoto rappresentano un’alternativa per chi desidera rimanere vicino al capoluogo, beneficiando di prezzi potenzialmente più accessibili e di collegamenti con la città.

Mercato immobiliare in fase positiva

Il quadro locale si inserisce in una fase ancora positiva per il mercato immobiliare italiano, che nel primo semestre del 2026 ha totalizzato circa 381mila compravendite residenziali, in aumento del 2,1% rispetto al 2025. La crescita, tuttavia, ha perso slancio nel secondo trimestre, dopo il +4,4% registrato nei primi tre mesi, anche in relazione alle tensioni internazionali, al rincaro delle materie prime e al rialzo dei tassi della Banca centrale europea.

«Il Real Estate Market Monitor 2026 ha evidenziato la crescente attrattività dei grandi centri urbani e dei capoluoghi più dinamici», osserva Monica Regazzi, CFO di Rexer. «Verona ne è un perfetto esempio: nel 2026 è risultata la terza città italiana per crescita nel numero di transazioni e addirittura la prima per aumento dei valori immobiliari rispetto all’anno precedente».

I dati delineano dunque un mercato veronese in espansione, nel quale la domanda sostenuta e l’offerta limitata continuano a spingere verso l’alto le quotazioni. Una dinamica che coinvolge progressivamente anche le periferie e i centri vicini, mentre la destinazione turistica di una parte del patrimonio abitativo resta uno dei fattori che contribuiscono a ridefinire gli equilibri del mercato residenziale.