Scrivere della cronaca della partita casalinga del Verona con il Catanzaro, penultima in classifica, è ripetere quello che sta succedendo troppe volte. Troppe, perché, pur essendo lungo il campionato della serie B, un club che vuole tornare in serie A, se può avere qualche scivolone, non può permettersi un trend ed un gioco come quello dell’Hellas.

Anche con il Catanzaro il copione è stato lo stesso. Nel 1° tempo dominio assoluto, nonostante dopo 10 minuti il Verona sia stato infilato dagli ospiti perché la difesa, poverina, s’era dimenticata di marcare Candela che no ha nessuna difficoltà a tirare in porta e segnare. In pratica quello che succede ogni volta e che denota un grave problema davanti al portiere. Per fortuna, unica nota positiva in un panorama sconfortante, Mosquera al 37° pareggia e al 67° porta in vantaggio i gialloblu con la 3ª doppietta di fila.

Dopo un’ora il Verona si ferma ancora

Ma come accaduto altre volte, invece di sfruttare l’onda e affondare i colpi per chiudere la partita, l’Hellas arretra, abbassa il baricentro e comincia a difendersi fino a subire, a 20 minuti dalla fine, un rigore. In sostanza dopo un’ora gli uomini di Baroni hanno smesso di giocare. Dubbi anche stavolta sulle sostituzioni. Tutto ciò, forse perché siamo all’oscuro di dinamiche interne, sanitarie d economiche, è incomprensibile.

Mentre, purtroppo, si comprende benissimo che se non viene al più presto una svolta, la promozione più che una prospettiva diventa un’illusione.