Il deputato veronese interviene dopo i disordini. Solidarietà alle Forze dell’Ordine. Il sindaco dica cosa intende fare per rassicurare la città
(fi.to) Le violenze che negli ultimi giorni hanno interessato diverse città italiane arrivano anche nel dibattito politico veronese. Marco Padovani, deputato di Fratelli d’Italia e componente della Commissione Difesa della Camera, interviene sui disordini registrati in varie città e anche a Verona, dove si sono verificati danneggiamenti, incendi di cestini, cassonetti rovesciati e momenti di tensione.
«Non esiste alcuna rivendicazione politica o sociale che possa giustificare violenze, devastazioni o aggressioni alle Forze dell’Ordine», afferma Padovani, distinguendo il diritto a manifestare pacificamente dagli episodi di violenza.
Il deputato ringrazia Polizia e Forze dell’Ordine per il lavoro svolto e concentra poi la propria critica sul sindaco Damiano Tommasi, contestandone l’assenza di una presa di posizione pubblica immediata sui fatti. La stessa critica è stata sollevata in queste ore anche da altri esponenti dell’opposizione cittadina.
Nessuna parola di condanna per le violenze dal sindaco
«Sono trascorsi giorni e non abbiamo sentito una parola di condanna, una dichiarazione di preoccupazione o un messaggio di vicinanza alle Forze dell’Ordine», sostiene Padovani, chiedendo al primo cittadino di chiarire quali iniziative intenda assumere, nell’ambito delle competenze comunali, per contribuire alla sicurezza e alla vivibilità della città.

Il parlamentare precisa che l’ordine pubblico resta competenza delle autorità statali, ma richiama il ruolo istituzionale del sindaco e la collaborazione con Prefettura e Questura. «Nessuno pretende che il Comune si sostituisca alle autorità competenti, ma chi rappresenta una comunità deve esserci anche nei momenti più difficili».
La polemica si inserisce in un confronto sulla sicurezza che a Verona è destinato a pesare sempre di più anche sul piano politico. Negli ultimi mesi il tema è tornato più volte al centro del dibattito cittadino, tra controlli, degrado urbano, aree sensibili e richieste di maggiore presidio del territorio.
E inevitabilmente lo sguardo comincia ad allungarsi verso le amministrative del 2027. La corsa a Palazzo Barbieri è ancora lontana dall’essere definita e, soprattutto nel centrodestra, la rosa dei possibili candidati non è ancora stata chiusa pubblicamente. È però già evidente che sicurezza, viabilità, decoro e qualità della vita saranno alcuni dei temi sui quali maggioranza e opposizioni proveranno a costruire il confronto dei prossimi mesi.
