(Angelo Paratico) La battaglia di Rivoli fu combattuta 229 anni fa, il 13 e 14 gennaio 1797. Rivoli è un comune di 2.400 abitanti, in provincia di Verona, che possiede un paesaggio davvero magnifico, l’agricoltura e l’industria vi fioriscono e, per questo motivo trovarvi casa è un sogno, proibito a molti. Certamente il paese è già mèta di turismo da tutto il mondo, alcuni sono affetti dalla “sindrome di Napoleone” che, quando si trasforma in malattia, può spalancare le porte del manicomio.
La battaglia che rese celebre Rivoli in tutto il mondo fu condotta da Napoleone Bonaparte e fu lì che il suo mito di grande stratega prese il volo. Le truppe francesi erano in inferiorità numerica e nelle fasi iniziali della lotta parvero soccombere. Nel paese di Rivoli si trova un museo napoleonico, chiuso da anni per motivi poco chiari e difficilmente scusabili. Ed è un fatto che ai rivolesi poco interessa il turismo internazionale, essendo già benestanti grazie ai loro commerci. Per ricordare questa vittoria di Napoleone Bonaparte, in Francia, una delle principali arterie di Parigi ancor oggi si chiama “Rue de Rivoli”.

I generali francesi vedevano nel generale corso di 27 anni un raccomandato dalla politica parigina. Sapevano che aveva sposato un’ex amante di Paul Barras, Josephine, e che era pazzamente innamorato di lei. Josephine invece lo tradiva con un tenentino di 23 anni, Hippolyte Charles e tutti lo sapevano, tranne lui. A parte questi fatti, essi rimasero presto impressionati dal suo ingegno e dalla sua energia, ma non si fidavano completamente di lui. Il vecchio generale Augerau, che sovrastava Napoleone di 30 centimetri ebbe uno scontro verbale con lui,e gli sentì dire che se non avesse obbedito prontamente avrebbe fatto in modo di pareggiare le loro altezze (intendeva: tagliandogli la testa). Fu a Rivoli che i generali francesi cambiarono idea su di lui.

Napoleone all’inizio sbagliò i conti ma fu salvato dal provvidenziale intervento del generale Andrea Massena, poi nominato Duca di Rivoli, così come a Marengo verrà salvato da Desaix. Napoleone chiamerà Masséna, che aveva percorso 148 km in due giorni, il figlio prediletto della vittoria.
Dopo la vittoria di Arcole, del 17 settembre 1796, il generale austriaco Josef Alvinczy, ritenendo che Bonaparte fosse stata solo fortunato, decise di attaccare i francesi che assediavano Mantova. Bonaparte schierò le sue truppe lungo l’Adige a meno di tre giorni di marcia dalla regione di Mantova, Rivoli e Verona. Barthélemy Joubert bloccò la valle dell’Adige a nord, all’altezza di Ferrara di Monte Baldo e Rivoli. André Masséna protesse Verona e Pierre Augereau sorvegliò l’Adige a est all’altezza di Legnago. Gabriel-Venance Rey rimane di riserva a sud del Lago di Garda. La trappola era pronta e gli austriaci non tardarono a entrarci.

All’inizio di gennaio del 1797, i generali austriaci Adam Bajalics von Bajahaza a Verona e Giovanni Provera a Legnago, crearono un diversivo, ma dove mirava Alvinczy divenne chiaro solo il 12 gennaio quando Joubert, presso Rivoli, venne investito dall’attacco di una armata nemica di 24.000 uomini. Bonaparte, resosi conto che Rivoli fosse il punto-chiave degli scontri, ordinò a Massena e Rey di marciare immediatamente verso quella località. Alvinczy attaccò Joubert e lui si ritirò sull’altopiano di Rivoli, dove venne raggiunto da Louis-Alexandre Berthier e da Napoleone, alle 2 del mattino del 13 gennaio. Tutto pareva perduto quella notte ma osservando una cartina topografica, che Napoleone sapeva leggere meglio di chiunque altro al mondo, disse ai suoi incerti generali: “Li abbiamo in pugno!”. Il generale austriaco aveva commesso il gravissimo errore di dividere le sue forze, volendo prendere Barthélemy Joubert in una tenaglia. Alvinczy aveva distaccato Franz Joseph de Lusignan sul suo fianco destro lungo il Monte Baldo, dimenticando la neve che era caduta. Per questo motivo, Franz Joseph de Lusignan non sarà di alcun aiuto a Rivoli e verrà colpito da Massena.

Joubert riattaccò alle 4 del mattino, ma i francesi furono respinti. Tuttavia, verso le dieci, dopo dodici ore di marce forzate, la divisione di André Masséna irruppe sul campo di battaglia e cambiò il corso degli eventi. Bonaparte lanciò le sue riserve nella battaglia e la ritirata dell’ala sinistra austriaca si trasformò in una disfatta. Gli austriaci, in preda al panico per i colpi provenienti dalle alture e per l’esplosione di due dei loro carri carichi di munuzioni, fuggirono. Le truppe francesi si concentrano quindi sul centro della formazione austriaca, che cedette di schianto verso mezzogiorno.
Bonaparte fu libero di completare l’assedio di Mantova, che capitolò il 2 febbraio. A Rivoli venne eretto un monumento nel 1806, in memoria di quella vittoria. Consisteva in un basamento e da una colonna dorica di marmo rosso Verona che raggiungeva i 20 metri, lo si vede ancora sul gonfalone comunale. Ma quando tornarono gli austriaci lo fecero saltare in aria, neòl vano tentativo di distruggere la memoria della loro disfatta.
