Il Parlamento ha approvato ieri il decreto del governo per mandare altri soldi e armi all’Ucraina. Era scontato, viste le note posizioni della maggioranza e non solo.

Però nel centrodestra si è manifestato del dissenso, peraltro molto limitato, solo nella Lega. I fratelli d’Italia e FI hanno votato compatti a favore. In Senato solo Borghi, vicino a Vannacci, non ha partecipato al voto. Alla Camera due deputati leghisti, Rossano Sasso e Edoardo Ziello, hanno votato contro, ritenendo che le modifiche apportate dal Consiglio dei Ministri per accontentare Salvini siano state irrilevanti.

Così all’interno della Lega si sta profilando una spaccatura politica che se al vertice appare molto limitata per il senso di lealtà nei confronti degli alleati, a livello di base potrebbe essere molto più ampia per una diversa sensibilità dell’elettorato leghista sulla questione russo-ucraina.

Soddisfatto invece il ministro della Difesa Crosetto, di FdI, che ha tenuto a respingere l’accusa di essere bellicista.