Musica e solidarietà al carcere di Montorio: il pianista De Nicolò suona Beethoven per i detenuti

Oltre le sbarre, la libertà della musica: il concerto di Andrea Simone De Nicolò nel carcere di Montorio, mentre domenica pomeriggio le strade del centro di Verona si accendevano per il passaggio della Fiamma Olimpica. Nel settore maschile dell’istituto, su concessione della direttrice Mariagrazia Felicita Bregoli, il giovane pianista Andrea Simone De Nicolò ha dato vita a un evento straordinario, eseguendo le imponenti 33 Variazioni su un valzer di Anton Diabelli di Ludwig van Beethoven.

L’iniziativa è stata promossa da Microcosmo, un’associazione onlus che da circa ventisette anni opera come laboratorio culturale all’interno del carcere veronese. Attraverso la scrittura autobiografica e il confronto filosofico, l’associazione punta alla rielaborazione della storia personale e alla cura di sé per chi sta scontando una pena. Paola Tacchella, responsabile dei progetti di Microcosmo, ha aperto il concerto sottolineando come “l’evento sia parte di un programma di solidarietà volto a offrire messaggi di speranza e condivisione”.

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Una testimonianza di resilienza

Il protagonista, il diciannovenne pugliese Andrea Simone De Nicolò, non è solo un talento precocemente riconosciuto — diplomatosi con il massimo dei voti e menzione d’onore al Conservatorio di Bari e attualmente studente a Rovigo — ma è anche un esempio di straordinaria forza d’animo. Da circa un anno e mezzo, il musicista combatte contro un tumore maligno del sistema nervoso centrale. Dopo essere stato operato a Verona dal team della Dr.ssa Barbara Masotto e del Dr. Giampietro Pinna, sta ora proseguendo le cure presso il CRO di Aviano.

Attualmente ospite dell’Associazione Betania a Bosco di Zevio, De Nicolò ha trasformato la sua battaglia personale in un dono per gli altri. “In questi mesi mi sono riavvicinato a Dio”, ha raccontato il giovane, “vivendo anche una gravissima malattia come occasione di crescita e testimonianza”. È con questo spirito che ha voluto suonare per i detenuti, sperando di portare conforto a chi vive un momento di difficoltà.

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Il potere dello spirito

L’impatto della musica di Beethoven è stato profondo e immediato tra i presenti. Al termine dell’esecuzione, le testimonianze sono state toccanti: tra il pubblico, un uomo ha confidato di aver ritrovato, attraverso quelle note, il ricordo del padre pianista. un altro ha raccontato come, chiudendo gli occhi per un istante, si sia sentito finalmente “libero nello spirito”.

In una domenica segnata dallo sport e dalla celebrazione pubblica, il concerto di De Nicolò ha ricordato che la bellezza e la speranza possono fiorire anche nei luoghi più silenziosi e dimenticati della città.