Ad attendere la fiamma olimpica, oggi a Soave, c’era il clima delle grandi occasioni. 2 mila persone sono accorse nel centro storico della perla dell’est veronese per vivere da vicino l’emozione olimpica di Milano-Cortina 2026. Una festa di popolo in un paese addobbato per l’occasione con 3.216 palloncini dei colori dei giochi.
La staffetta olimpica ha preso il via alle ore 15.20 dalle scuole medie raggiungendo la scuola primaria, dove ad attendere i tedofori erano presenti 200 piccoli alunni con le bandierine tricolore, con tanto di dedica per gli azzurri che tra poco più di due settimane inizieranno a gareggiare.
Alle 15.28 il tedoforo ha varcato Porta Verona, la monumentale torre che da 9 secoli permette a chiunque di entrare all’interno della cinta muraria, cuore pulsante di Soave. Due ali di folla hanno accompagnato la torcia lungo via Roma, sulla cui sommità svetta il gonfalone della Regione Veneto, co-organizzatrice dei giochi.

Il viaggio è terminato nel palazzo municipale, dove la fiamma è stata accolta da giochi di luce ed elementi pirotecnici dei colori della bandiera italiana, da un pubblico di oltre mille persone, allietate dal brûlé – ovviamente a base di Soave DOC – offerto dalla Pro Loco.
Sempre accanto ai tedofori lungo tutto il percorso il sindaco di Soave e consigliere regionale della Lega – Matteo Pressi, orgoglioso di aver regalato ai propri cittadini l’occasione di sentirsi parte di qualcosa di unico, come i giochi olimpici: “è un evento probabilmente irripetibile. Una di quelle cose che capitano una volta nella vita. Ci abbiamo lavorato per un anno e ne è valsa la pena. Penso soprattutto ai bambini, che per tutta la vita si ricorderanno di questo momento”.
A condurre la fiaccola in un pomeriggio, climaticamente, quasi d’inizio primavera, anche Mattia Mattuzzi, giovane soavese che ha partecipato alla grande “lotteria” indetta dalla Fondazione Milano-Cortina per vincere un posto da tedoforo.
