Franzoni e Brendaglia replicano alla minoranza: «Sinistra, basta menzogne. Così stanno le cose»

«Quella messa in scena dalla minoranza sul tema del personale comunale è l’ennesima operazione di propaganda, tipica della sinistra, costruita su mezze verità, forzature e mistificazioni». Con queste parole il sindaco di Cerea, Marco Franzoni, e l’assessore Stefano Brendaglia intervengono per chiudere definitivamente il caso sollevato dall’opposizione dopo il dibattito in Consiglio comunale, svoltosi a porte chiuse su richiesta della stessa minoranza.

«In Consiglio – spiegano – sono stati smontati punto per punto i racconti distorti dell’opposizione e fornite tutte le risposte necessarie. Ci riserviamo inoltre di valutare eventuali tutele nelle sedi opportune rispetto alle dichiarazioni rese a mezzo stampa e sui social».

FRANZONI copia
il sindaco Marco Franzoni

Nel ricostruire i fatti, i rappresentanti dell’amministrazione chiariscono innanzitutto la questione delle presunte “promozioni” del personale. «Non si tratta di promozioni – precisano – ma di conferme di incarichi già ricoperti, rinnovati annualmente sulla base delle competenze e del rapporto fiduciario». Per quanto riguarda l’incarico contestato a un responsabile di settore, Franzoni e Brendaglia sottolineano che «non vi è stata alcuna violazione di legge, bensì una non conformità a un regolamento comunale», il quale vieta il conferimento di incarichi dirigenziali equiparati a dipendenti destinatari di sanzioni disciplinari.

«Si tratta di un regolamento che la giunta può modificare – aggiungono – e che non trova riscontro né nella legge né nei contratti collettivi nazionali, i quali non prevedono tale divieto». Nel caso specifico, spiegano ancora, «la sanzione riguardava un’irregolarità assolutamente non penale, commessa al di fuori dell’attività lavorativa per il Comune». L’atto è stato dunque emanato per mero errore e prontamente ritirato perché in contrasto con un regolamento interno, e non con una norma di legge. «Non ci sono promozioni: le sanzioni irrogate dimostrano che non guardiamo in faccia nessuno», ribadiscono.

Sul presunto danno erariale di 65 mila euro a carico del Comune di Cerea, riferito al periodo 2008-2015, il sindaco e l’assessore ricordano che il procedimento giudiziario non è ancora concluso, essendo pendente il giudizio di appello. «Il danno, quindi, non è né definitivo né quantificato – precisano – e solo il giudice d’appello potrà confermare, ridurre o ribaltare la sentenza di primo grado, escludendo eventuali responsabilità dell’ente.

Il dipendente coinvolto è stato sanzionato con una multa di 300 euro non per il presunto danno economico, come sostenuto dall’opposizione, ma per una disattenzione legata alla mancata apertura di una PEC. «Qualora dovesse emergere una condanna definitiva – assicurano – l’amministrazione si attiverà per richiedere il rimborso al dipendente responsabile e alle coperture assicurative. Non vi è quindi alcun danno per il Comune, né oggi né in futuro».

«La verità concludono Franzoni e Brendagliaè che questa amministrazione ha sempre agito con trasparenza e nel rispetto delle regole, tutelando gli interessi dell’ente e della comunità ceretana. La minoranza continua invece a strumentalizzare il tema del personale per fini politici, dimostrando di non avere una visione per Cerea». L’amministrazione rivendica di aver «costruito una macchina comunale più efficiente e moderna, con un clima positivo e collaborativo in Municipio», assicurando che continuerà a lavorare «per mantenere un rapporto proficuo con i dipendenti e offrire alla comunità servizi di livello sempre più elevato».

«Non vanno invece assecondati quei pochissimi fannulloni, puntualmente difesi dalla sinistra, che cercano di alimentare un clima negativo. Questa è la differenza tra chi amministra e chi strumentalizza. Per noi la vicenda è chiusa. Continuiamo a lavorare, con serietà, per la città e per i cittadini. Adesso basta menzogne».