Il libro di Giacomo Gabellini presentato a Verona

(Federico Dal Cortivo) Presentato a Verona nella bella cornice della sala del Liston 12  il nuovo libro dell’analista geopolitico Giacomo Gabellini Scricchiolio-le Fragili fondamenta di Israele” Edito dal Il Cerchio, presente anche il neo consigliere regionale della lista  Szumski Resistere Veneto, Davide Lovat, dottore in scienza religiose e storico..Organizzatore dell’evento Vito Comencini ex parlamentare della Lega e ora vicino alle posizioni di Szumski.

Un tema quello trattato da Gabellini quanto mai attuale alla luce delle vicende di un Vicino Oriente che non trova pace, ,dove le dinamiche geopolitiche si intersecano con quelle religiose , economiche e storiche.

La nascita dello stato di Israele

“L’autore ha voluto affrontare proprio queste linee guida che vedono protagonista il movimento sionista dalla sua nascita nel XIX° secolo fino ad oggi. Un movimento che nasce laico e anche ateo e che sta a fondamento dello Stato di Israele multietnico anche tra ebrei. In esso  è la componente Askenazita, ebrei originari dell’Europa centrale e orientale, il nucleo propulsore, seguiti dai  sefarditi o ebrei orientali, originari della penisola iberica fino al XV secolo, poi dopo l’espulsione trasferitisi in altre zone dell’Europa, Africa e Vicino Oriente. Vi sono poi gli ebrei ortodossi (che non prestano servizio militare) e gli ebrei arabi, questi ultimi lasciati ai margini della società.

Il libro è arricchito da una ricca appendice cartografica e cifre che aiutano il lettore a destreggiarsi in una realtà, come quella israeliana, che rappresenta l’unico esempio di uno stato creato dal nulla, in una terra abitata da secoli da altri popoli, che videro all’indomani della 2ª Guerra Mondiale, (anche con l’appoggio dell’Unione Sovietica di Stalin), la nascita nel 1948 di un’entità statale sul proprio territorio, senza  confini ben delineati, ma con un ambizioso progetto : la  creazione di “una grande Israele dal Nilo all’Eufrate”.

Scricchiolio. Le fragili fondamenta di Israele 2714905478

Il legame con gli Stati Uniti

Gabellini ha poi ricordato i legami profondi che lo stato sionista ha saputo tessere negli Stati Uniti, dove la potente lobby ebraica ben introdotta nel mondo della finanza, media e cinema, riesce a condizionare il Congresso  e i vari presidenti in carica .Trump ne è l’ultimo esempio e non lo nasconde neppure  avendo ricevuto cospicui finanziamenti per la campagna elettorale, gli interessi di Israele si sovrappongono a quelli delle potenza Nord Americana con tutte le conseguenze a  cascata sul Vicino Oriente. Molte delle persone vicino al presidente Trump hanno doppio passaporto dal genero Jared Kushner al consigliere Steve Witkoff tanto per citarne alcuni, inviati in Russia a mediare per l’Ucraina.

Gabellini poi ripercorre le tappe fondamentali delle varie guerre che hanno insanguinato la Palestina, analizzando attentamente il cambio che sta avvenendo all’interno della società  israeliana, dove le forze armate e di sicurezza all’indomani del 7 ottobre 2023 con l’Operazione al Aqsa Flood, vengono messe per la prima volta sul banco degli imputati creando una frattura interna, visto che  l’esercito e l’intelligence erano sempre state considerate uno dei pilastri dell’unità statale.

Il consigliere Lovat ha invece fatto un excursus sulla storia degli ebrei in Europa e nel Veneto in particolare, città come Venezia, Verona e Padova hanno tutt’oggi una comunità ebraica , ricordando come la Repubblica Veneta dopo la cacciata degli ebrei dalla Spagna con il decreto dell’Alhmbra nel 1492, ne accolse numerosi .

Si è poi soffermato sulle tappe fondanti che portarono alla nascita del futuro stato israeliano nel 1917 con la dichiarazione di Balfour nome dell’allora ministro degli Esteri britannico, che dava il via ufficiale agli insediamenti ebraici in Palestina, regione già facente parte dell’ormai quasi sconfitto impero Ottomano.

Spiegando poi che dietro l’appoggio dato da sempre dagli anglosassoni al movimento sionista, vi erano e vi sono tutt’oggi anche grandi interessi economici che, con la scoperta dopo il primo conflitto mondiale dei primi giacimenti petroliferi in Arabia, Siria, Iraq, ponevano il nuovo stato come un cuneo dell’Occidente all’interno del mondo arabo.
Un libro sicuramente da leggere in un contesto come quello di oggi in rapida evoluzione con possibili scenari di guerra all’orizzonte .