La Nuova APPV vuole un cambio di passo e di facce
Clima teso, accuse incrociate e un futuro incerto per la gestione delle acque pubbliche destinate alla pesca nel territorio veronese. L’Associazione Pescatori Provincia di Verona (A.P.P.V.), storica realtà dilettantistica che opera su concessione regionale su gran parte delle acque pubbliche scaligere, sta attraversando una delle crisi più profonde della sua storia.
La frattura si è consumata ufficialmente il 12 dicembre 2025, durante l’assemblea ordinaria dei soci, quando la maggioranza ha bocciato il bilancio consuntivo dell’associazione. Un voto che, ai sensi dell’articolo 16 dello statuto sociale, ha comportato la decadenza immediata del Consiglio Direttivo, provocando un vero e proprio terremoto istituzionale.
A seguito della bocciatura del bilancio, l’A.P.P.V. si trova ora in regime di prorogatio: il presidente uscente può occuparsi esclusivamente dell’ordinaria amministrazione e degli affari urgenti, con l’obbligo di convocare un’assemblea straordinaria entro 60 giorni (da tenersi nei 30 successivi) per il rinnovo delle cariche. Una fase di transizione delicata, che cade a ridosso dell’avvio della stagione di pesca e rischia di ripercuotersi sull’intera attività

gestionale.
In questo vuoto di potere è emersa con forza la “Nuova A.P.P.V.”, una realtà neonata che punta apertamente alla guida della concessione regionale. Attraverso i canali social, il nuovo gruppo ha avviato una dura critica alla gestione passata, accusando il direttivo decaduto di scarsa trasparenza, di mancata comunicazione e di non rispondere a email e PEC inviate dai soci.
Nell’associazione è crisi profonda
Al centro delle contestazioni anche la mancata pubblicazione del verbale dell’ultima assemblea, ritenuto un documento fondamentale per fare chiarezza sulle ragioni che hanno portato alla bocciatura del bilancio. Tra gli esempi citati come simbolo del fallimento gestionale figura il progetto “Un Pianeta chiamato Acqua”, lanciato nel febbraio 2023 e che, secondo gli oppositori, non sarebbe mai stato portato a compimento.
Nel frattempo, la “Nuova A.P.P.V.” ha già presentato una lista di candidati e un programma articolato, basato su rinnovamento, maggiore trasparenza, tutela ambientale e partecipazione attiva dei soci. Il gruppo sta inoltre stringendo alleanze con altre realtà associative del Veneto e del Trentino, nel tentativo di costruire un fronte comune più ampio sulla gestione delle acque.

Di contro, l’A.P.P.V. storica non ha ancora presentato ufficialmente una propria lista, alimentando ulteriormente incertezze e tensioni tra i pescatori veronesi.
Con la stagione di pesca ormai alle porte, la confusione tra gli associati è palpabile. La prossima assemblea straordinaria si preannuncia come il vero campo di battaglia finale: da una parte le accuse di immobilismo e opacità, dall’altra la difesa della continuità e dell’esperienza maturata negli anni.
Tra promesse di rivoluzione e richiami alla tradizione, il futuro delle acque pubbliche del nostro territorio non è mai stato così incerto. Una cosa però appare chiara: l’appuntamento elettivo si annuncia inevitabilmente infuocato, e il suo esito potrebbe ridefinire profondamente gli equilibri della pesca sportiva nel territorio scaligero.
