Così si paralizza il quartiere!
La rivoluzione viabilistica in corso a Borgo Trento continua a suscitare polemiche. “Non va tutto – è la critica – perché questa amministrazione sembra avere un’avversione per chi si muove in auto” commenta, l’europarlamentare di Forza Italia Flavio Tosi.
Al centro delle contestazioni c’è la riduzione dei posti auto e la modifica della circolazione delle principali arterie stradali cittadine, nell’ottica di favorire la mobilità sostenibile. “Vogliono educare i veronesi a spostarsi in bicicletta, in monopattino o con i mezzi pubblici – prosegue la denuncia – ma lo stanno facendo togliendo centinaia di stalli in città e nei quartieri limitrofi”.
Tra gli interventi più discussi c’è il piano della sosta in Borgo Trento, insieme alle opere viabilistiche previste per viale Nino Bixio e via Mameli. Proprio qui, due corsie saranno destinate al filobus, riducendo lo spazio per le auto. “Non si tratta di essere contrari al filobus – viene precisato – ma di rifiutare l’idea di corsie preferenziali esclusive. Il filobus potrebbe circolare insieme alle auto, come hanno sempre fatto gli autobus. Così invece si rischia di paralizzare il quartiere: già oggi il Lungadige Attiraglio, vicino al pronto soccorso, è congestionato nelle ore di punta”.
L’amministrazione ha difeso la scelta sostenendo che la rimozione degli stalli bianchi in Borgo Trento servirà a garantire più posti ai residenti. Ma Tosi non condivide l’impostazione generale: “Il problema è complessivo. Stanno eliminando parcheggi ovunque: in via Lamè, lungo i Lungadige, in corso Porta Nuova. Un’amministrazione di buon senso dovrebbe considerare preziosi tutti i posti auto, specie nelle zone vicine al centro”.
Non mancano le proposte alternative: “Chi sa amministrare sa che ciò che funziona non va cambiato. Verona aveva un equilibrio tra parcheggi e viabilità: bastava mantenerlo. La prossima amministrazione, che sarà di centrodestra, dovrà spendere molti soldi per ripristinare la situazione precedente e riportare la circolazione alla normalità”.
E sul filobus, la posizione è netta: “Nessuno obbliga a riservargli due corsie dedicate. Si può sostituire l’autobus con il filobus, ma mantenendo invariata la viabilità. In caso contrario, l’intero quartiere rischia di rimanere bloccato”.

