Pressi: avvantaggia anche il vino veronese

L’accordo di libero scambi fra Unione Europea e India è un fatto rilevante. Pesa circa 180m miliardi di euro all’anno e riguarda 2 miliardi di persone appartenenti alla 2ª e alla 4ª economia mondiale, ma soprattutto cade in un momento particolarmente critico nelle storiche relazioni fra Europa e Stati Uniti. Grazie all’accordo e alle riduzioni dei dazi è previsto un aumento delle esportazioni che avrà i suoi effetti anche sull’Italia.

«Un trattato che avvantaggia i produttori di vino del Veneto, una delle regioni maggiormente votate alla produzione, vendita ed export di vino e prodotti enologici. È l’accordo di partenariato Ue-India siglato pochi giorni fa a Nuova Delhi e che rappresenta sicuramente un’opportunità strategica di lungo termine per il vino made in Veneto, attualmente scarsamente commercializzato in India, il paese più popoloso del mondo”. Lo scrive il veronese Matteo Pressi, capogruppo della Lista Stefani al Consiglio regionale del Veneto.

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MATTEO PRESSI.

“Il punto centrale dell’accordo è rappresentato dalla progressiva discesa, nell’arco di 7 anni, dei dazi attualmente imposti, all’ingresso nel mercato indiano, sui vini italiani e veneti: una riduzione sensibile, dal 150% dell’aliquota attuale al 20-30% a seconda delle tipologie di prodotto. Altro passaggio importante è quello relativo al rafforzamento della protezione delle nostre produzioni a marchio, che godranno di maggiori tutele commerciali, anche in relazione al fenomeno del cd. ‘italian sounding’, ovvero l’immissione nel mercato di prodotti stranieri con denominazioni che vagamente richiamano l’italianità, cercando di sfruttare sul mercato questa circostanza equivoca”. 

“Un tema, questo, che è di grande rilievo per il sistema produttivo enologico nazionale – conclude Pressi – e, di conseguenza, per quello veneto. La nostra regione, infatti, si è confermata essere, anche nel 2025, la prima in Italia per volumi produttivi, nonché leader nell’export di prodotto, con una quota del 38% sul totale nazionale, il cui valore è pari a 5,74 miliardi di euro”.