A renderlo noto è il consigliere regionale Claudia Barbera, prima firmataria di una mozione appena depositata in Consiglio, che chiede la modifica dell’articolo 15, comma 4, del Piano regionale dei rifiuti, al fine di impedire nuovi interventi potenzialmente dannosi per gli acquiferi e per le aree ambientali più sensibili.
“La priorità è fermare ulteriori progetti che potrebbero creare criticità, specialmente in territori già sottoposti a forti pressioni ambientali, come il territorio villafranchese, dove è stato presentato un nuovo progetto di discarica in località Caluri”, spiega Barbera.
La mozione, presentata insieme ai colleghi del gruppo di Fratelli d’Italia, riguarda la localizzazione degli impianti di smaltimento di rifiuti contenenti amianto nelle zone di alta pianura, considerate strategiche per la ricarica delle falde.
Barbera ricorda che “il Piano regionale del 2015 prevedeva un divieto inderogabile di realizzazione di discariche in queste aree particolarmente delicate. Tuttavia, con l’ultimo aggiornamento del piano è stata introdotta una deroga che oggi consente l’insediamento di impianti per rifiuti contenenti amianto proprio nelle zone di ricarica degli acquiferi”.
Una scelta, aggiunge, che ha avuto effetti immediati, aprendo la strada a nuove richieste autorizzative, come quella di Caluri, nel territorio veronese.
La mozione richiama inoltre gli impegni già assunti dal Consiglio regionale nel luglio 2024, quando – con ampia convergenza – furono approvate due mozioni che chiedevano di verificare gli impatti ambientali della deroga e la presenza di eventuali vincoli pianificatori ostativi.
“Parliamo di territori con una vulnerabilità elevata della falda, utilizzata per l’approvvigionamento potabile, agricolo e produttivo”, sottolinea Barbera.
“In contesti simili, il principio di precauzione, sancito anche dal diritto europeo, suggerisce di evitare ulteriori fattori di rischio. La tutela dell’ambiente e della salute collettiva deve prevalere, così come la necessità di evitare che gli enti locali, anche di piccole e medie dimensioni, siano costretti a sostenere spese ingenti per consulenze tecniche e ricorsi legali. Il principio di precauzione non è ideologia: è buon governo. E nutriamo grande fiducia nella Giunta perché si faccia squadra in questa direzione”, conclude il consigliere.
