Torna alta la tensione politica a Palazzo Barbieri dopo la seduta del Consiglio comunale di ieri. A intervenire con parole dure è il capogruppo della Lega, Nicolò Zavarise, che accusa il sindaco Damiano Tommasi di aver “giustificato comportamenti inaccettabili” e di “coprire l’operato di un assessore che agisce come se le regole fossero un fastidio opzionale e non un vincolo istituzionale”.

Al centro dello scontro, la concessione di una sala comunale al Comitato per il No al referendum di marzo, episodio su cui il primo cittadino è intervenuto in aula fornendo chiarimenti. Dichiarazioni che, secondo Zavarise, non hanno chiarito le responsabilità politiche dell’accaduto: “Sulla concessione di una sala comunale avvenuta per intercessione dell’assessore Buffolo, in palese contrasto con la par condicio, il Sindaco minimizza appellandosi a prassi informali, ambigue e facilmente aggirabili”.

Il consigliere leghista ha spiegato di aver chiesto la sospensione della seduta “per un confronto ulteriore col Sindaco”, richiesta respinta dalla presidenza. “A quel punto – ha aggiunto – le opposizioni hanno abbandonato l’Aula. Un gesto inevitabile, perché quando si rifiuta persino il confronto istituzionale non siamo più davanti a una maggioranza che governa, ma a un apparato che censura ciò che gli è scomodo”.

Zavarise ha poi richiamato un precedente episodio che coinvolse lo stesso assessore Buffolo: “Lo aveva già dimostrato in occasione delle Pasque Veronesi, quando tentò di impedire lo svolgimento della manifestazione, travalicando le proprie funzioni. Solo l’intervento di un dirigente comunale riuscì a rimediare a un atto politicamente arrogante e istituzionalmente scorretto. Ora la storia si ripete: ciò che serve alla loro ideologia viene esaltato, ciò che disturba viene nascosto o cancellato”.

Infine, il consigliere ha rivolto un duro affondo alla Giunta Tommasi: “Un assessore non può comportarsi come se le regole valessero solo quando fanno comodo, e un Sindaco che minimizza o giustifica se ne assume la piena responsabilità politica. Questa è un’Amministrazione in cui l’arroganza prevale sulle regole. Il silenzio non è neutralità: il silenzio è complicità”.