(Simone Vesentini) Se davvero pensiamo che le ciclabili possano togliere traffico dalle strade, serve chiarire un punto: non possono essere pensate solo come spazio per una biciclettata o per il tempo libero. Devono essere uno strumento per chi lavora e studia ogni giorno. Usare la bicicletta per svago richiede una buona e sicura infrastruttura di movimento. Usarla come mezzo di trasporto quotidiano richiede invece un sistema completo, dove l’arrivo conta quanto la partenza.

Il nodo della sosta

Se l’obiettivo è intercettare l’utenza commuter, chi si sposta quotidianamente in modo regolare verso e da una destinazione, la domanda è semplice: dove resta la bicicletta mentre il suo proprietario lavora o studia?

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Il commuting non è fatto di soste rapide ma di ore; 8 ore in ufficio, un turno in un ristorante, una mattinata di lezioni. Pensare alla sosta della bici durante questo tempo non è un dettaglio ma una condizione essenziale. Possiamo davvero immaginare camerieri che entrano al lavoro portandosi la bici dietro a ogni cambio turno? O impiegati che accedono agli uffici con la bici al seguito, perché fuori non sanno dove lasciarla?

Una città vincolata, una scelta da fare

Oggi, soprattutto in centro storico, le rastrelliere sono poche e spesso lontane dai luoghi di lavoro. In una città vincolata come Verona il tema è delicato ma inevitabile: dove collocare stalli sicuri e compatibili con il contesto storico? Senza una risposta concreta, la mobilità ciclabile rischia di fermarsi a metà.

Il commuting oggi è elettrico

Il commuter urbano si muove spesso su distanze di alcuni chilometri, dall’esterno verso il centro. Per questo la scelta più diffusa è la bicicletta elettrica, che rende possibile l’uso quotidiano anche a persone anziane o a chi si sposta con figli e carichi. Ma queste bici costano ( e molto). E qui la domanda torna inevitabile: chi ha il coraggio di lasciare per ore all’aperto un mezzo costoso, senza adeguata protezione o sorveglianza?

Un sistema da completare

Questa analisi non è una critica alle ciclabili ma un invito a completarle affrontando seriamente il tema della sosta lunga e sicura. Nel prossimo articolo proveremo a capire chi le ciclabili intercettano davvero oggi e quali pubblici restano esclusi da un sistema che, senza la sosta sicura, difficilmente può funzionare.