Dopo il boom di richieste, Verona conferma Sibilla il taxi notturno per le donne

(ndc) Confermato il taxi notturno per le donne, a Verona torna il servizio Sibilla Taxi contro la paura: ecco come funziona il piano del 2026. Il Comune di Verona blinda uno dei servizi più apprezzati degli ultimi anni: Sibilla Taxi è ufficialmente confermato per tutto il 2026. La Giunta ha stanziato 38 mila euro per finanziare quella che ormai non è più una sperimentazione, ma una colonna portante della mobilità cittadina notturna al femminile.

I dati confermano la necessità della misura: nel 2025 sono state registrate 4.750 corse, esaurendo completamente il budget messo a disposizione. Segno che le donne veronesi (e le turiste) hanno trovato in questo servizio una risposta pratica alla domanda di protezione.

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Le regole del servizio

Il meccanismo resta quello, collaudato, degli anni precedenti.

Contributo: 8 euro di sconto a corsa (massimo due corse ogni 24 ore).

Orario: Copertura totale dalle 22 alle 6.

Accesso: Tramite una Web App multilingue che genera un voucher da esibire al conducente di Radiotaxi Verona.

“Il riscontro positivo ci ha spinto a rinnovare l’offerta immediatamente,” ha dichiarato l’assessora alla Sicurezza Stefania Zivelonghi, sottolineando la semplicità d’uso di uno strumento che punta a migliorare non solo la sicurezza reale, ma anche quella percepita.

Oltre il voucher: perché Sibilla Taxi è una vittoria (necessaria) di civiltà

C’è un numero, in questo comunicato, che dovrebbe far riflettere più degli altri: 4.750. Sono le volte in cui, nel solo 2025, una donna a Verona ha scelto di non tornare a casa a piedi, di non aspettare un bus in una strada isolata o di non sfidare il buio della notte da sola.

La conferma di Sibilla Taxi per il 2026 è certamente un’ottima notizia, ma è anche lo specchio di una realtà che non possiamo ignorare. In un mondo ideale, una donna dovrebbe essere libera di attraversare Piazza Bra o i vicoli di Veronetta alle 3 del mattino con la stessa spensieratezza di un pomeriggio di sole. Nella realtà, purtroppo, lo spazio pubblico notturno è ancora percepito — e spesso si dimostra — come un territorio ostile.

Sibilla è un atto politico. Significa che il Comune di Verona riconosce l’esistenza di un “gender gap” della sicurezza: le donne pagano un prezzo, in termini di ansia e di portafoglio, per la propria incolumità. È un passo avanti, ma non deve essere l’unico. La vera sfida per il 2026 dovrebbe anche prevedere un piano affinché un taxi non sia l’unica “scorta” possibile, trasformando Verona in un luogo dove l’illuminazione, la presenza costante delle istituzioni e soprattutto, l’educazione al rispetto rendano un giorno questi voucher superflui. Fino ad allora, lunga vita a Sibilla. Perché la libertà di movimento non può avere un coprifuoco.