(di Francesca Romana Riello). Prende forma la Comunità del Centro Storico, un nuovo soggetto del Terzo settore nato per occuparsi in modo diretto del cuore della città. Un progetto che mette insieme residenti, esercenti e operatori con un obiettivo semplice, ma non scontato: migliorare la qualità della vita nel centro storico di Verona.

La Comunità si è costituita come Ente del Terzo Settore per poter accedere a bandi e finanziamenti pubblici senza appesantire la struttura. I costi di gestione restano contenuti e l’adesione è aperta. La quota associativa è volontaria, ma solo chi la versa può partecipare alle votazioni, come previsto dalla normativa. È inoltre possibile destinare alla Comunità il 5 per mille.

Il punto di partenza è il centro storico vissuto ogni giorno, non solo quello delle vetrine. Un’area che concentra problemi noti e che, allo stesso tempo, continua a esprimere un forte potenziale.

Prende forma la Comunità del Centro Storico

Centro storico, prende forma la Comunità

Gli obiettivi individuati guardano alla vita quotidiana del centro, a partire dalla Ztl. Mobilità e logistica urbana, decoro, sicurezza e identità locale sono i temi su cui la Comunità intende concentrarsi, insieme alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale.

Accanto a questi aspetti, trovano spazio iniziative rivolte agli esercenti e al commercio di vicinato, con l’idea di rendere il centro più frequentato nella sua interezza e meno polarizzato sulle sole vie principali.

Un’attenzione particolare è rivolta anche agli eventi culturali, intesi come occasione per animare il centro e rafforzarne l’identità. Il filo conduttore resta quello dell’equilibrio: tra residenti e visitatori, tra attività economiche e qualità dello spazio urbano.

Prende forma la Comunità del Centro Storico

Distretti e gruppi di lavoro: come si muove la Comunità

Sul piano operativo, l’area della Ztl verrà suddivisa in sei distretti, ciascuno con referenti di zona. Una scelta fatta per rendere più semplice il coordinamento e mantenere un contatto diretto con i singoli ambiti del centro storico.

Accanto alla suddivisione territoriale, verranno attivati gruppi di lavoro tematici. Ogni associato potrà partecipare a uno o più gruppi, in base alle proprie competenze e al tempo disponibile, con l’impegno a contribuire in modo concreto.

Le aree individuate per l’avvio delle attività sono sei: decoro urbano, sicurezza, mobilità e logistica, eventi culturali, promozione dei negozi di vicinato e identità locale.

A guidare la comunità è un direttivo nato su base volontaria, composto da Tiziano Meglioranzi , presidente, Rita Cardurani, vicepresidente, e dai consiglieri Mario Gastaldin, Dario Perrucci e Massimo Tosato.

L’attuale direttivo resterà in carica fino alla prima assemblea generale dei soci, quando verrà eletto il primo organo ufficiale.

La Comunità del Centro Storico entra così nella fase operativa, chiamata a misurarsi con problemi noti e aspettative alte, con l’obiettivo di trasformare il confronto in interventi concreti per il centro di Verona.

Prende forma la Comunità del Centro Storico