(di Francesca Romana Riello). Medici, infermieri, operatori sociosanitari, tecnici e personale amministrativo impiegano ogni giorno tempi sempre più lunghi solo per riuscire a iniziare il turno. Le soluzioni messe in campo negli anni si sono rivelate parziali, spesso ripetute, mai davvero risolutive.

Nel frattempo qualcosa è cambiato. Ed è evidente. La difficoltà di parcheggio è diventata uno dei motivi che spinge parte del personale ad allontanarsi dall’ospedale cittadino, in un contesto già segnato da una cronica carenza di operatori sanitari.

Parcheggi, il nodo irrisolto di Borgo Trento

Ore perse, multe e turni a rischio

A fotografare l’impatto concreto è un questionario che ha coinvolto 640 lavoratrici e lavoratori sui 3.740 in servizio all’Ospedale di Borgo Trento. L’88% è costretto a raggiungere il lavoro in auto o moto, non per scelta ma per mancanza di alternative realistiche.

Il 46,9% parcheggia nelle zone residenziali limitrofe, con ricadute dirette sulla congestione dei quartieri. Il 25% utilizza gli stalli blu. Solo il 9,8% ricorre al parcheggio di Riva di Villasanta, giudicato insicuro, soprattutto nelle ore serali e notturne, e poco compatibile con i turni ospedalieri. La navetta, nei fatti, non regge il confronto con orari spezzati, notturni o festivi.

Il dato più pesante riguarda il tempo sottratto alla vita quotidiana. Il 72% impiega tra i 60 e i 90 minuti al giorno solo per trovare parcheggio prima dell’inizio del turno. Per chi arriva dalla provincia, il tragitto casa–lavoro può arrivare a occupare fino a tre ore complessive ogni giorno.

«Se questa situazione fosse una malattia, l’ospedale sarebbe un malato oncologico lasciato senza cure», osserva Luca Molinari, responsabile Sanità UIL FPL Verona. «Le promesse si sono susseguite negli anni, ma a oggi non è cambiato nulla».

Parcheggi, il nodo irrisolto di Borgo Trento

Una criticità che pesa sull’intero sistema

Le difficoltà incidono anche sull’organizzazione interna. Oltre il 50% segnala problemi nella timbratura in entrata, non per ritardi volontari ma per l’impossibilità materiale di parcheggiare. Il 30,4% dei dipendenti ha ricevuto almeno tre multe nell’ultimo anno: una proiezione che porta a stimare circa 450 mila euro annui versati complessivamente al bilancio comunale.

Il 72% degli intervistati si dice disponibile a contribuire economicamente alla realizzazione di parcheggi dedicati. Oggi, però, l’unica alternativa resta il mercato privato, dove un posto auto può arrivare a costare fino a 210 euro al mese. Per molti, una cifra semplicemente fuori portata.

Il problema non riguarda solo chi lavora. Anche gli utenti, in particolare anziani e persone con difficoltà motorie, si trovano ogni giorno a fare i conti con la mancanza di stalli nelle immediate vicinanze dell’ospedale, soprattutto nelle ore di punta.

Per i cittadini che abitano a Borgo Trento, questa situazione non è astratta né confinata ai numeri. Si misura nella

quotidianità, rientrando a casa la sera o uscendo al mattino presto. Un quartiere dove convivono ospedale, servizi, attività e residenza, ma senza un equilibrio reale sul fronte della sosta.

Negli anni, al problema strutturale dei parcheggi si è aggiunta una difficoltà ulteriore, segnalata da molti residenti: da un lato l’impossibilità di accedere liberamente alle zone a traffico limitato, dall’altro la saturazione delle aree limitrofe, dove i pochi posti disponibili vengono occupati dalle auto di chi lavora nella zona ospedaliera.

Il risultato è una doppia penalizzazione. I residenti si trovano esclusi dalle aree centrali e, allo stesso tempo, senza una reale possibilità di parcheggio sotto casa o nelle vie adiacenti, soprattutto nelle fasce orarie più critiche.

Non si tratta di contrapporre cittadini e lavoratori. È semmai l’assenza di una visione complessiva a emergere con chiarezza, vivendo il quartiere giorno dopo giorno. A rimetterci sono tutti: chi lavora in ospedale, chi abita a Borgo Trento, chi accompagna un familiare fragile, chi arriva per una visita o un ricovero.

Finché il nodo della sosta attorno all’Ospedale di Borgo Trento non verrà affrontato con soluzioni strutturali e condivise, il rischio è che una criticità nota continui a scaricarsi sulle persone, senza distinzioni. E questo, in una città che si affida a un presidio come l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata, riguarda l’intero sistema urbano.

Parcheggi, il nodo irrisolto di Borgo Trento