Reti illegali nei porti e controlli insufficienti

Un video girato di notte tra Sirmione e Peschiera riporta sotto i riflettori il problema del bracconaggio ittico nel Lago. Le immagini mostrerebbero una barca con 2 persone mentre calano reti illegali attorno ai pontili, pratica vietata perché consente di catturare grandi quantità di pesce in pochi minuti, soprattutto carpe che durante l’inverno trovano riparo nei porti. 

Secondo le ricostruzioni, il pescato verrebbe poi caricato su furgoni e destinato al mercato nero o a circuiti illegali, alimentando un traffico che, secondo diverse denunce, prosegue da anni lungo le sponde del lago. 

Pescatori sportivi e professionisti parlano di un fenomeno conosciuto e reiterato, denunciato più volte alle autorità provinciali. Alcuni sostengono di aver segnalato episodi simili senza ottenere interventi tempestivi, lamentando un senso di abbandono e controlli ritenuti insufficienti. Il video diffuso negli ultimi giorni, che mostrerebbe una razzia notturna nel porto Nautigarda, ha riacceso la polemica anche sul fronte politico, con richieste di rafforzare la vigilanza e aumentare le risorse dedicate alla tutela del lago. 

Il bracconaggio alimenta il mercato nero del pesce

Le testimonianze indicano che le reti illegali nei porti e nelle aree protette non sarebbero episodi isolati ma parte di un sistema consolidato. In alcuni casi si parla di tonnellate di pesce sottratte e rivendute abusivamente, spesso approfittando delle ore notturne e dei periodi di minore presenza turistica.  Il fenomeno si inserisce in un contesto complesso: il Nucleo ittico-venatorio delle polizie provinciali opera su territori molto vasti con organici ridotti, come dimostrano i bilanci annuali che evidenziano carichi di lavoro elevati e centinaia di interventi tra caccia e pesca illegale. 

Molti pescatori attribuiscono la diminuzione del pescato alla presenza crescente del pesce siluro, predatore invasivo che minaccia le specie autoctone e altera gli equilibri naturali del lago.  Tuttavia, diversi operatori del settore sostengono che il calo delle catture sia aggravato proprio dal bracconaggio e dalle razzie notturne, che colpirebbero soprattutto le specie più vulnerabili e i periodi di riproduzione.

Per proteggere alcune specie come la carpa, la Regione Veneto ha introdotto specifiche restrizioni e periodi di divieto di pesca, a conferma di una situazione considerata delicata dal punto di vista ambientale e gestionale. 

Tra le proposte avanzate da pescatori e associazioni emergono l’aumento dei controlli notturni nei porti, l’utilizzo di droni e sistemi di videosorveglianza e un coordinamento più stretto tra le diverse polizie provinciali.

La diffusione delle ultime immagini ha riaperto il dibattito sulla tutela del Garda, patrimonio ambientale ed economico fondamentale per il territorio. Mentre le indagini proseguono per identificare i responsabili degli episodi più recenti, cresce la richiesta di interventi concreti per fermare un fenomeno che, secondo molti, “va avanti da troppo tempo”.

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Alberto Bozza

Bozza. Serve intensificare i controlli

Il consigliere regionale veronese Alberto Bozza (Forza Italia) 2 anni fa aveva presentato una proposta di adeguamento del regolamento per la tutela della fauna ittica: “Occorre certamente intensificare i controlli, ma servono norme più rigide. E intervenire a livello formativo e informativo e dotare di fotografia la licenza di pesca”.

“Va contrastato duramente il fenomeno del bracconaggio ittico” dice Bozza. Affinché i controlli siano agevolati, dice Bozza, “occorre munire di fotografia la licenza di pesca”, scoraggiando così il “fenomeno dello scambio di licenze che favorisce lo svilupparsi del bracconaggio”. Per mettere ordine nel settore poi “occorre subordinare l’iscrizione al registro dei pescatori professionisti al regolare assolvimento degli obblighi contributivi e previdenziali”.

“Il lago di Garda – conclude Bozza – costituisce una grande risorsa non solo in termini di bellezza e di eccellenza turistica, ma anche di pesca. Dobbiamo preservarlo e valorizzarlo di più e meglio”.