Lo scopo è promuovere la sicurezza

Lo SPISAL – Servizio Prevenzione Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro dell’ ULSS 9 tra i protagonisti di Fieragricola.

Allo al Padiglione 7 professionisti del settore e visitatori hanno la possibilità di provare il simulatore del ribaltamento del trattore, uno strumento pensato per sensibilizzare in modo concreto sui rischi legati all’utilizzo delle trattrici.

«Il simulatore – spiega la dottoressa Stefania Dolci, direttore dello SPISAL dell’ULSS 9 – ricrea la condizione del ribaltamento. Chi sale su questo mezzo può sperimentare come funzionano l’arco di protezione alzato e la cintura di sicurezza. In questo modo chi lavora su un trattore può comprendere l’indispensabile funzione di questi due dispositivi, fondamentali per garantire l’incolumità dell’operatore in caso di ribaltamento della trattrice».

Nel 2025 cinque incidenti per ribaltamento

Nel 2025 gli infortuni che hanno coinvolto persone alla guida di trattori sono stati 5, di cui 2 per schiacciamento a seguito del ribaltamento del mezzo..

Alla base di molti eventi gravi e mortali vi è la presenza diffusa, soprattutto nelle aziende agricole a gestione familiare, di trattrici datate, spesso prive degli accorgimenti tecnici previsti dalla normativa. In particolare, vengono riscontrate carenze nei dispositivi di prevenzione del ribaltamento e nella protezione contro il contatto con parti in movimento, come l’assenza delle protezioni dell’albero cardanico o della ventola di raffreddamento, e con parti calde, per la mancanza di adeguati ripari.

«Dalle nostre indagini – prosegue il direttore SPISAL – emerge inoltre una scarsa percezione del rischio e una formazione non adeguata, che favoriscono comportamenti pericolosi e possono portare a eventi gravi e mortali. Si pensi all’arco anti-ribaltamento tenuto abbassato o addirittura rimosso, al mancato utilizzo delle cinture di sicurezza durante la guida e alla conduzione imprudente della trattrice, soprattutto durante le manovre alle estremità dei campi coltivati o sui pendii, molto frequenti nel territorio collinare veronese».