Arena, via libera alla seconda fase: cosa cambia
(di Francesca Romana Riello). Arriva un primo via libera della Giunta comunale di Verona agli indirizzi generali e ai criteri di intervento per la redazione dei progetti legati al miglioramento dell’accessibilità dell’Arena di Verona. Si tratta della cosiddetta seconda fase di legacy collegata alle Paralimpiadi Milano Cortina 2026, interventi che entreranno nella fase operativa dopo la cerimonia di apertura dei Giochi.
Il parere favorevole riguarda due lotti considerati strategici per la fruizione dell’anfiteatro. Il lotto D prevede l’installazione di un ascensore e di un servoscala per consentire l’accesso ai livelli superiori, mentre il lotto E interessa il rifacimento delle sedute di platea e cavea secondo criteri di accessibilità. L’obiettivo è rendere più semplice assistere agli spettacoli o visitare il monumento anche per chi oggi incontra difficoltà motorie, intervenendo però su un contesto monumentale delicato e sottoposto a vincoli stringenti.
Gli interventi rientrano nell’opera pubblica “B07.2 Interventi per il miglioramento dell’accessibilità dell’anfiteatro Arena di Verona e Riqualificazione degli accessi”, inserita nel piano complessivo delle opere olimpiche approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 settembre 2023. Un passaggio che si inserisce nel quadro più ampio degli adeguamenti legati alle Paralimpiadi e alla preparazione della città all’evento internazionale.

La delibera evidenzia la condivisione dell’impostazione generale da parte delle diverse direzioni tecniche comunali coinvolte, dai Musei all’Edilizia Monumentale, passando per Edilizia Pubblica, Attuazione Urbanistica e PEBA. In particolare è stata valutata positivamente la collocazione dell’ascensore all’arcovolo 65 e del servoscala di accesso alla cavea, soluzioni ritenute compatibili con l’impianto storico e in
grado di migliorare concretamente l’accesso ai diversi livelli dell’anfiteatro.
Ascensore e servoscala all’arcovolo 65
Accanto al via libera preliminare restano però alcuni aspetti che dovranno essere approfonditi nelle fasi successive della progettazione. Tra questi la conservazione delle superfici archeologiche, la definizione delle pendenze delle rampe e dei percorsi che oggi richiedono ancora l’assistenza del personale, i sistemi di protezione dei parapetti in gradinata e la verifica dell’idoneità acustica dell’anfiteatro dopo i nuovi interventi. Dovrà inoltre essere integrato il progetto per il rilascio del certificato di prevenzione incendi.
La Società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026, soggetto attuatore dell’opera, ha precisato che il livello di dettaglio degli elaborati presentati ha al momento una funzione conoscitiva e illustrativa. L’obiettivo è condividere gli indirizzi generali e mettere in evidenza fin da subito eventuali criticità, rinviando agli step successivi gli approfondimenti tecnici necessari.
Il Comune di Verona si è riservato di esprimere ulteriori pareri e prescrizioni nel corso dell’evoluzione progettuale, in un percorso che dovrà trovare un equilibrio tra esigenze di tutela del monumento e nuove modalità di utilizzo.
Il tema dell’accessibilità dell’Arena torna così al centro del confronto cittadino. Intervenire su un monumento di oltre duemila anni significa infatti confrontarsi con limiti strutturali evidenti, ma anche con una richiesta crescente di accesso più ampio e autonomo, in linea con una città che cambia e con un pubblico sempre più diversificato.

Sedute di platea e cavea, rifacimento “accessibile”
«Rendere l’Arena di Verona un monumento storico accessibile a tutti rappresenta una delle prossime sfide», ha spiegato il sindaco Damiano Tommasi. «Da duemila anni chi ha disabilità motorie non può visitare l’anfiteatro o assistere a uno spettacolo dall’alto in autonomia. La sfida è accettare questo connubio di nuove fruizioni: l’uomo deve
rispettare i monumenti, ma anche i monumenti devono rispettare l’uomo. La fruibilità da parte di tutte e tutti consiste nella vera valorizzazione di ogni monumento storico».
Secondo il sindaco, la spinta delle Paralimpiadi rappresenta un’occasione concreta per accelerare un percorso già avviato. «La forza delle Paralimpiadi non è solo l’espressione dello sport o degli aspetti culturali, ma la capacità di cambiare le città e il modo in cui vengono vissute. Oltre alle opere, resterà la consapevolezza di essere una città dal respiro internazionale, promotrice di valori universali».
Il percorso progettuale proseguirà nei prossimi mesi con i successivi livelli di approfondimento, con l’obiettivo di individuare soluzioni capaci di migliorare l’accessibilità senza alterare l’identità di uno dei simboli più riconoscibili di Verona. Una sfida tecnica e culturale insieme, destinata a incidere sul modo in cui l’Arena potrà essere vissuta negli anni a venire

