Siamo in molti ad acquistare libri con l’intenzione di leggerli, per poi lasciarli riposare sugli scaffali, ma entrando in case di giovani coppie, purtroppo, sugli scaffali non si vedono libri, ma film, CD e pupazzi. Eppure, vi è chi ritiene che circondarsi di libri non letti arricchisca la propria vita, perché ci ricordano tutto ciò che non sappiamo. I giapponesi chiamano questa pratica “tsundoku”, e può dare benefici duraturi.

La parola tsundoku.
Tsundoku è un termine giapponese che indica le pile di libri acquistati ma non letti. Questo accumulo di libri non letti in italiano potremmo definirlo Antilibreria. L’antilibreria agisce da contraltare all’effetto Dunning-Kruger, ovvero un noto pregiudizio cognitivo che porta certe persone a ritenere che le loro conoscenze o capacità siano più elevate di quanto non lo siano in realtà. Come scrisse Shakespeare: “Il saggio sa di essere stupido, è lo stupido che, invece, crede di essere saggio”.
Poiché le persone non sono inclini ad apprezzare le dimostrazioni della propria ignoranza, i molti libri non letti le spingono verso, se non la padronanza, almeno una comprensione sempre più ampia della competenza. Inoltre, l’essere fasciati dai libri, fra i quali alcuni che esistono da secoli o, come testo, per millenni, ci comunica un senso di immortalità. Con l’avanzare dell’età accumuleremo più conoscenze e più libri, e il numero crescente di libri non letti sugli scaffali parranno un monito. Infatti, più si ama la conoscenza, più le file di libri non letti aumentano.

Il valore dell’antilibreria deriva dal modo in cui sfida la nostra autostima, fornendo un costante, anche fastidioso, promemoria di tutto ciò che non conosciamo. I titoli che tappezzano la nostra casa ci ammoniscono e ci deridono, sono la dimostrazione che sappiamo poco o nulla. Tuttavia, alcuni studi hanno dimostrato che il possesso di libri e la lettura vanno di solito di pari passo, con ottimi risultati. Elon Musk a 8 anni aveva letto tutti i 30 volumi dell’enciclopedia britannica.
Tutti quei libri che non abbiamo letto sono effettivamente un segno della nostra ignoranza ma anche amore per la sapienza. Ma se sappiamo quanto siamo ignoranti, saremo molto più avanti della stragrande maggioranza delle altre persone. Dopo tutto, Socrate fu detto l’uomo più sapiente del mondo dall’oracolo di Delfi, perché sapeva di non sapere.
