Smog, Verona la peggiore in Veneto per qualità dell’aria, Borgo Milano la più inquinata
Verona, secondo il Report Legambiente, indossa la maglia nera per lo smog e per la peggiore qualità dell’aria in Veneto: Borgo Milano è la zona più inquinata. Mal’Aria 2026: il Veneto respira meglio, ma Verona è messa male. Il nuovo report di Legambiente “Mal’Aria di città”, presentato oggi 9 febbraio, scatta una fotografia a due velocità della qualità dell’aria nella nostra regione. Se da un lato il 2025 è stato uno degli anni più positivi dell’ultimo ventennio per molte province, dall’altro Verona emerge come la città più inquinata del territorio.
Verona: il primato negativo degli sforamenti
Mentre Padova, Treviso e Vicenza festeggiano il rientro nei limiti di legge dopo oltre vent’anni, Verona guida la classifica regionale dei superamenti giornalieri di PM10. La centralina di Borgo Milano ha registrato ben 49 sforamenti della soglia di 50 microgrammi per metro cubo, superando ampiamente il limite massimo di 35 giorni consentito dalla normativa attuale.
A seguire, ma con distacco, troviamo Rovigo con 37 giorni oltre il limite e Venezia con 36. Verona non detiene solo il record dei giorni “fuorilegge”, ma presenta anche la media annuale più alta della regione per quanto riguarda il PM10, con un valore di 29 µg/mc.

Obiettivo 2030: la strada è in salita
Nonostante i timidi miglioramenti, gli standard della nuova Direttiva europea che entreranno in vigore nel 2030 restano un miraggio. Se quei parametri fossero attivi oggi, Verona risulterebbe pesantemente fuorilegge su tutti i fronti.
PM10: dovrebbe ridurre le concentrazioni del 31%.
PM2.5: servirebbe un taglio drastico del 42%.
NO2 (Biossido di azoto): necessaria una diminuzione del 9%.
“I miglioramenti registrati sono positivi ma fragili,” avverte Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, criticando la scelta del Governo di ridurre le risorse destinate al miglioramento della qualità dell’aria nel bacino padano proprio a partire dal 2026.

Le soluzioni: mobilità e riscaldamento
Per pulire l’aria di Verona e del Veneto, Luigi Lazzaro (presidente di Legambiente Veneto) punta il dito su interventi strutturali necessari: “Maggiori investimenti nel trasporto pubblico e nelle ciclabili, ma anche una rivoluzione nel riscaldamento domestico”.
In particolare, suggerisce di “incentivare le caldaie a pompa di calore e limitare l’uso delle biomasse legnose alle sole aree non metanizzate”. Anche il settore agro-zootecnico è nel mirino: “Servono controlli più rigidi sugli abbruciamenti dei residui agricoli e incentivi per impianti di biometano”.
Verona deve cambiare marcia
Essere la “maglia nera” del Veneto non è solo una statistica da sventolare, ma è il sintomo di una città che fatica a trovare il ritmo giusto nella transizione ecologica. Mentre la normativa europea del 2030 si avvicina a grandi passi, Verona appare ancora come un maratoneta che corre con le scarpe pesanti: per rientrare nei nuovi parametri, dovremmo tagliare le nostre emissioni di quasi un terzo.
Se Verona vuole davvero smettere di essere l’eccezione negativa di un Veneto che migliora, deve passare dalla gestione dell’emergenza alla pianificazione della salute. Perché l’aria pulita non è un lusso, ma un diritto che i cittadini scaligeri reclamano.

