Coinvolto anche il Vicepremier Tajani

“La tecnica di appassimento delle uve della Valpolicella deve diventare patrimonio Unesco. Con questa mozione rinnoviamo l’impegno della Regione accanto al Governo per sostenere la candidatura.”
Lo ha dichiarato in aula a palazzo Ferro Fini il capogruppo di Forza Italia, Alberto Bozza, presentando il documento che chiede di riconoscere come patrimonio immateriale dell’umanità la storica tecnica di appassimento delle uve utilizzata nella produzione dei vini Amarone e Recioto.

Bozza ha ricordato come si tratti di “un metodo produttivo presente nel nord-ovest del Veronese da almeno quindici secoli, citato anche nella letteratura scientifica più antica”. Oggi questa tradizione è custodita da decine di aziende vitivinicole distribuite nei 19 comuni della denominazione Valpolicella, che impiegano oltre 8.000 lavoratori e generano un giro d’affari di circa 600 milioni di euro all’anno, su una superficie vitata di circa 8.600 ettari.

Un riconoscimento dovuto alla Valpolicella

“La candidatura Unesco rappresenta un riconoscimento dovuto a una storia, a un saper fare e a un’identità che rendono la Valpolicella unica al mondo”, ha sottolineato Bozza, ricordando che l’impegno sul tema è iniziato già nella scorsa legislatura, “con interlocuzioni costanti con il Consorzio di Tutela della Valpolicella e il coinvolgimento diretto del Vicepremier e Ministro degli Esteri Antonio Tajani”.

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Alberto Bozza

La mozione presentata da Forza Italia comprende anche la richiesta di riconoscimento Unesco per il sito geopaleontologico di Bolca, definito da Bozza “un luogo straordinario con oltre 290 specie fossili catalogate, tra flora e fauna, alcune delle quali uniche a livello mondiale”.

“Due eccellenze veronesi – ha concluso Bozza – che rappresentano un patrimonio culturale, naturale e produttivo da valorizzare e proteggere attraverso un lavoro condiviso tra istituzioni, territorio e comunità.”