La trasformazione dell’olivicoltura italiana passa attraverso tecnologia, ricerca scientifica e strategie agronomiche innovative. È quanto emerso dai due workshop organizzati a Fieragricola 2026 nell’ambito del progetto Oliveto Smart, finanziato dal CSR 2023-2027 della Regione Veneto e promosso da Edizioni L’Informatore Agrario, Università di Padova, Aipo e CODIVE Verona.
Il progetto ha offerto un’occasione di confronto tra esperti del settore sulle criticità attuali, in particolare gli effetti del cambiamento climatico, e sulle soluzioni possibili per rendere le aziende più resilienti, sostenibili e competitive.
«CODIVE crede molto in questo progetto – sottolinea Davide Ronca, presidente di CODIVE Verona –. Per la tutela del reddito aziendale non basta affidarsi agli strumenti tradizionali di gestione del rischio, come assicurazioni e fondi mutualistici. Occorre sviluppare sistemi ottimali e collaborazioni che consentano coltivazioni compatibili con il nuovo contesto climatico».
Il primo workshop, tenutosi mercoledì 4 febbraio, ha approfondito il ruolo delle agrotecniche e della tecnologia avanzata per migliorare rese e qualità. Enzo Gambin, direttore di Aipo, ha evidenziato come una gestione moderna dell’oliveto integri pratiche agronomiche evolute, irrigazione di precisione, potature corrette e strumenti digitali, garantendo al contempo sostenibilità ambientale e solidità economica delle aziende.
Il secondo incontro, sabato 7 febbraio, ha posto l’accento sugli effetti del cambiamento climatico. L’agronomo e fitopatologo Silviero Pachioli ha illustrato come eventi estremi e stress climatici influenzino la fisiologia dell’olivo e la qualità della produzione, incidendo su fioritura, allegagione e sviluppo dei frutti. L’esperto ha inoltre sottolineato l’impatto sulle principali avversità della pianta, come la mosca dell’olivo, e la necessità di adattare le strategie di difesa fitosanitaria alle nuove condizioni ambientali.
I workshop hanno beneficiato del contributo dei ricercatori dell’Università di Padova, Paolo Tarolli, Giulia Zuecco e Aurora Ghirardelli, che hanno illustrato gli obiettivi del progetto Oliveto Smart. Il progetto punta a monitorare in modo sistematico gli effetti del clima sulla coltivazione dell’olivo, sfruttando sensoristica avanzata, strumenti digitali e sistemi di supporto alle decisioni agronomiche. Particolare attenzione è dedicata alla gestione dell’acqua, del suolo e della biodiversità, per aumentare la resilienza delle aziende e garantire produzioni di qualità anche in scenari climatici instabili.
I due appuntamenti di Fieragricola 2026 hanno confermato Oliveto Smart come un ponte tra ricerca e pratica agricola, offrendo agli olivicoltori strumenti concreti per affrontare le sfide attuali e costruire un futuro più sostenibile per l’olivicoltura italiana.
