(di Francesca Romana Riello). Imparare a riconoscere la fragilità, propria e degli altri, può diventare un modo concreto per prevenire il bullismo. È da qui che riparte nel 2026 il progetto promosso dal Comune di Pescantina insieme alle scuole del territorio, un percorso che negli anni si è ampliato e che oggi coinvolge studenti di età diverse con attività che uniscono formazione, riflessione e partecipazione diretta.

Bullismo, a Pescantina il progetto cresce nel 2026

Dalla formazione salvavita al teatro, un percorso che coinvolge studenti di tutte le età

Tra le iniziative previste c’è il progetto “Un battito di mani”, che porta nelle scuole incontri dedicati alle principali manovre salvavita. Tra febbraio e maggio tutte le classi quinte delle scuole primarie e sette classi seconde della scuola secondaria di primo grado parteciperanno agli appuntamenti con medici e personale sanitario dell’ospedale di Borgo Trento di Verona. Al termine del percorso gli studenti riceveranno un attestato e materiale informativo da condividere con le famiglie, con l’idea di far uscire quanto appreso anche fuori dall’ambiente scolastico.

Il progetto nasce nel 2024 e negli anni ha progressivamente allargato il proprio raggio d’azione. L’edizione 2026 sceglie di affrontare il tema della malattia come occasione educativa, provando a lavorare sull’empatia e sulla capacità di comprendere la condizione degli altri, elementi considerati centrali nella prevenzione dei comportamenti di esclusione.

Bullismo, a Pescantina il progetto cresce nel 2026

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Il cuore dell’iniziativa resta “Con ali di carta”, percorso nato per dare spazio alle esperienze degli studenti che vivono direttamente o indirettamente la malattia e oggi esteso anche alle classi terze delle scuole secondarie di primo grado.

Attraverso racconti, poesie e disegni, ragazze e ragazzi sono invitati a raccontarsi e a confrontarsi con i coetanei, trasformando esperienze personali in occasioni di dialogo.

Il progetto ha trovato spazio anche a teatro. Il 13 febbraio, al Teatro Comunale di Pescantina, è andato in scena lo spettacolo “Con ali di carta”, portato sul palco dai giovani allievi della scuola Spazio Mio Teatro. I testi sono ispirati ai lavori raccolti dagli insegnanti dell’Ospedale della Donna e del Bambino di Verona e affrontano il tema della fragilità attraverso il linguaggio teatrale, con un approccio diretto e vicino al mondo dei ragazzi.

Prosegue inoltre la quarta edizione del concorso omonimo. Gli studenti potranno presentare elaborati individuali o di classe entro il 30 marzo; i lavori selezionati confluiranno nella pubblicazione finale del libro, i cui proventi saranno destinati all’Associazione Italiana Sostegno Malattie Metaboliche Ereditarie (AISME). La finale è prevista per il 22 maggio.

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Educazione civica e rispetto al centro del percorso

Il progetto coinvolge anche le scuole primarie con incontri dedicati ai principi costituzionali legati all’uguaglianza e al diritto alla salute. A partire dal 20 febbraio l’avvocato Jessica Todeschi, dell’Ordine degli Avvocati di Verona, incontrerà le classi quinte per approfondire i contenuti dell’articolo 32 della Costituzione, collegando i temi giuridici alla vita quotidiana degli studenti e al rispetto delle persone più fragili.

«Il progetto della lotta contro il bullismo oggi ci insegna quanto sia importante affrontare il tema della malattia anche come occasione educativa», spiega l’assessore alla Pubblica Istruzione Vittoria Borghetti. «Con l’edizione 2026 vogliamo aiutare ragazze e ragazzi a capire che l’empatia non è solo un sentimento, ma un comportamento quotidiano».

L’iniziativa si inserisce nel lavoro portato avanti dall’amministrazione comunale insieme alle scuole e alle realtà del territorio per promuovere una cultura del rispetto che parta dalle nuove generazioni, con l’obiettivo di intervenire prima che i conflitti si trasformino in episodi di bullismo e di costruire nel tempo una comunità più attenta e consapevole.

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