(Gianni De Paoli) Domenica 15 febbraio la Romeo&Giulietta Half Marathon: la città divisa in due per permettere ai ‘maratoneti’ o comunque a quelli che la corrono di fare le loro performance.
E già qui ci sarebbe da discutere. Perché le maratone invece di farle in campagna, in mezzo al verde e dove l’aria che respirano i partecipanti è pura insistono a farle in città, per le vie del centro e in quelle dei quartieri? E’ proprio di questi giorni la notizia che Verona è la città più inquinata del Veneto. Vogliamo farli ammalare i maratoneti?
Vuoi mettere farli correre lungo quei bei percorsi agresti circondati dalla natura invece che fra i palazzi cittadini? Questione di gusti, si dirà. Vero. Ma perché farlo andando a toccare la libertà di movimento di coloro che alla maratona non partecipano, che della maratona non gliene frega niente e che hanno ben altro a cui pensare? Non ci avevano insegnato che la tua libertà finisce dove comincia la mia?

Maratona rito green
E sì che di luoghi dove impostare il percorso senza disturbare gli altri ce ne sono. Anche vicini alla città. Invece no. Bisogna imporre a tutti la maratona. Tutti devono vedere gli atleti, o quelli improvvisati tali, passare per le vie della città. Ma non basta. Devono anche fermarsi obbligatoriamente in una sorta di genuflessione civica a questi “eroi” del nostro tempo, a questi esempi viventi di vita sana che proprio per questo vanno omaggiati con la fermata obbligatoria, con la retromarcia, con il cambio dell’itinerario programmato.
Seguendo questa logica, visto che il calcio è uno sport molto più diffuso e popolare della maratona, si dovrebbero chiudere molte strade della città per permettere agli appassionati di fare le loro particelle la domenica mattina! Non sarebbe un roba da pazzi?
Tuto questo a sole 48 ore dal venerdì gnocolar con la sfilata dei carri che ha messo a dura prova i nervi dei veronesi che si devono spostare da una parte all’altra della città. Non bastavano le code e i disagi in onore del Papà del Gnoco! No, ci volevano anche la Maratona.

Il Comune avrà anche fatto il suo bravo comunicato. Ma perché nelle strade non si vedeva nessun avviso?
Così, esempio eclatante, quelli che dovevano attraversare il Ponte del Risorgimento per passare da Borgo Trento a S.Zeno e di lì a tutta la viabilità della parte Ovest e Sud di Verona si sono ritrovati la strada sbarrata e sono stati costretti – vedi foto- dagli degli incaricati a fare inversione ad U e ripercorrere contromano via Risorgimento che è a senso unico, con tutti i pericoli che ciò comporta.
I complimenti all’amministrazione Tommasi ed all’assessore alla Mobilità Ferrari sono obbligati.
