(Angelo Paratico) Fiorenza Canestrari, figlia dell’on. Alessandro Canestrari, ha voluto commemorare suo padre nel ventennale della sua scomparsa. La sobria commemorazione si è tenuta all’Archivio di Stato di Verona, sabato mattina, 14 febbraio.

Alessandro Canestrari nacque a Marano Lagunare (Udine) il 10 agosto 1915, nel bel mezzo della Prima guerra mondiale, che arrivò sopra al tetto di casa dei genitori. Sua madre e delle domestiche vennero colpite dalle schegge delle bombe austriache lanciate da biplani. Fuggirono a Verona dopo la rotta di Caporetto nel 1917 e da Verona passarono a Bosco Chiesanuova dove, usando i soldi ricavati dalla vendita di gioielli di famiglia, riuscirono ad acquistare una grande casa, che poi affittavano parzialmente a villeggianti benestanti durante l’estate. Il giovane Alessandro studiò musica e poi intraprese varie attività, orafo, salumiere e via dicendo. Dopo lo scoppio della guerra fu mandato a combattere in Francia, Africa e Grecia.

La resa dell’Italia lo colse quando prestava servizio presso la caserma San Zeno di Verona, e il 9 settembre 1943, con sua grande sorpresa, non riuscì a entrarci, ma venne allontanato dai commilitoni che si preparavano a sostenere l’attacco dei tedeschi. Arrivarono tre panzer e uno sfondò il cancello e costrinse i soldati alla resa. Alessandro Canestrari, sotto shock per quanto aveva visto, vergognoso dell’affronto e furioso, pedalò sino a Tregnago dove risiedeva. L’umiliazione per quella scena lo spinse a organizzare una forma di resistenza, un po’ come nell’Italia del Sud la resistenza all’ex Alleato si svolse sotto il comando del principe Umberto II, come luogotenente del Re. Il compito di un partigiano come Canestrari era infido e pericoloso, e infatti fu scoperto e arrestato. Girò per varie carceri a Verona, fu bastonato ma non parlò, e alla fine lo condannarono a morte. Ma per sua fortuna la sentenza fu commutata in ergastolo e fu poi mandato in un campo di concentramento a Bolzano.
Durante la cerimonia è stato proiettato un breve documentario sulla sua vita, belle immagini ma con una colonna sonora piuttosto strana, con Bella Ciao (canzonetta scritta nel 1949 che nulla ha a che vedere con la resistenza) e addirittura Katiuscia. Eppure Canestrari non è mai stato un comunista e neppure un socialista (nonostante la sua amicizia con Sandro Pertini ed Enrico Mattei), ma fu sempre, cuore ed anima, della grande DC, il partito di Alcide De Gasperi.

Fu eletto alla Camera dei deputati per la DC per 4 legislature, dal 1958 al 1976, lavorando per promuovere nuove leggi ed emendarne altre. Come diceva il presidente Einaudi, “Per legislare bisogna conoscere” e Canestrari aveva una profonda conoscenza del territorio dal quale non si era mai staccato.
Durante la cerimonia si sono vendute delle copie del bel libro scritto da Fiorenza Canestrari, dedicato a suo padre: Alessandro Canestrari. Gli affetti, la Resistenza, la politica, edito dalla Casa Editrice Mazziana. Davvero un libro molto interessante, ricco di documenti che riesce a ricostruire con semplicità la storia della sua famiglia entro il travagliato XX secolo.
