No alla proposta di vietare la macellazione delle carni equine
La pastisada de caval è un piatto tipico della cucina veronese. Fa parte della storia di Verona, per lunghi anni piazzaforte militare dell’Impero Asburgico con forte presenza della Cavalleria. Quando i cavalli non erano più “abili” per le esigenze belliche venivano macellati. Di qui la possibilità per la gente di poter mangiare la carne, cosa che all’epoca era privilegio dei ricchi. Ed il modo più semplice per poterla cucinare e conservare era appunto la pastisada de caval, entrata per questo a far parte della cucina tipica veronese.
Oggi potrebbe sparire dai menù dei nostri ristoranti e delle famiglie se passasse il disegno di legge depositato in Senato e appena incardinato in Commissione Ambiente che vieta la macellazione dei cavalli, riconosciuti come animali da affezione e quindi giuridicamente non destinati alla produzione alimentare e che introduce sanzioni pecuniarie e penali nel caso in cui il divieto non venga rispettato: reclusione fino a 3 anni e multe fino a 100 mila euro per chi alleva equini con tali finalità.

Ma Matteo Pressi, veronese, capogruppo della Lista Stefani al Consiglio Regionale, non ci sta. «Si tratta di una norma foriera di ripercussioni negative sulla filiera della trasformazione e della commercializzazione di queste carni, che in Veneto e nella provincia di Verona ha una rilevanza maggiore rispetto ad altre zone d’Italia. Se, da un lato, sono chiare le finalità della norma all’esame del Parlamento, sotto alcuni profili condivisibili, dall’altro non può essere trascurata la circostanza per la quale nella nostra Regione sono presenti industrie trasformative che impiegano molti addetti, ad esempio nella produzione su scala industriale di sfilacci di cavallo e altri lavorati».
Ristoranti veronesi senza pastisada?
Secondo Pressi, inoltre, il problema non riguarda soltanto la produzione industriale. «Non va sottovalutato l’impatto di tale scelta sulle attività ristorative e quindi sulle piccole attività commerciali, soprattutto veronesi, dove la carne di cavallo è presente in molti menù come piatto tipico. La scelta deve quindi essere ponderata con prudenza dal Parlamento, coniugando i diversi interessi in gioco», conclude il capogruppo Stefani Presidente.
