(Federico Dal Cortivo) Solo gli ingenui possono pensare che dopo le roboanti dichiarazioni delle istituzioni in merito alla sicurezza durante il periodo olimpico, sia seguito un miglioramento a beneficio di tutta la città. A testimoniarne l’infondatezza sono stati i recentissimi fatti di cronaca che hanno visto protagonisti i soliti stranieri che oramai la fanno da padroni nella nostra città. Un autista di autobus aggredito, altra aggressione a scopo di rapina nell’ormai famigerato piazzale antistante la stazione di Porta Nuova, furti nei supermercati anche in pieno centro, e la lista potrebbe continuare all’infinito.

Ora nientemeno si parla di una visita del presidente Trump in occasione della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi dove per non sfigurare si provvederebbe a blindare il centro, anche se Trump non ne avrebbe bisogno visto che si muove con un apparato di sicurezza imponente, ma tant’è si ripuliranno le strade dove passerebbe il corteo, si posizionerebbero gli agenti in ogni dove, cecchini sui tetti, elicotteri ecc.
Ma poi? Poi tutto ritornerebbe come prima e magari anche peggio.
Lo si vede in questi giorni dove la cosiddetta “blindatura”, termine oramai abusato che significa tutto o niente, non ha inciso sulla qualità della sicurezza cittadina. Chi delinque lo fa come prima, chi spaccia idem, chi danneggia pure, chi si aggira molesto senza alcuna voglia di lavorare continua imperterrito su questa strada, Olimpiadi o non Olimpiadi…e ci scappa da ridere se non ci fosse da piangere.
Una città, Verona, che sta sempre più precipitando in basso seguendo l’andazzo di molte città italiane dove alla criminalità autoctona si è aggiunta alla grande quella straniera giunta a noi senza filtri. Anzi favorita da tutte le forze politiche che non vanno al di là dei vuoti proclami, ora buonisti ora sovranisti, subordinate come sono a logiche e poteri extranazionali che da sempre spingono nella direzione dei flussi migratori tout court.
I fatti oggettivi lo confermano ogni giorno senza tema di smentite. I vertici istituzionali si limitano a gestire il gestibile alla meno peggio, lamentando in stile pianto greco “la mancanza di uomini e mezzi”. Ma ammesso e non concesso che sia vero (dati Eurostat*), anche con centinaia di agenti in più non cambierebbe nulla se a monte mancano la volontà politica e l’interesse al bene per la propria collettività nazionale, la certezza della pena, le carceri dove rinchiudere chi delinque e soprattutto la fermezza di chiudere per sempre le frontiere alle migliaia di giovani e forti che si riversano da noi senza motivo.

Di seguito ci vogliono espulsioni tali da rendere sconveniente arrivare in Italia, pena quello che sta accadendo sempre di più, collasso finale dello Stato sociale prosciugato dai nuovi arrivati che usufruiscono gratis di tutto quello che noi abbiamo pagato, degrado crescente del tessuto urbano e competizione al ribasso nel mondo del lavoro.
E dopo le Olimpiadi tutto come prima
Infine vogliamo parlare di una cosa che in questa Italia è del tutto sconosciuta: la parola “responsabilità”. Questa sconosciuta, oseremmo dire…, una parola che vale per il popolo, ma a quanto sembra non conta per chi sta ai vertici nel settore sicurezza, per i quali il principio di responsabilità non si applica mai. Mantengono intatta la loro poltrona, fanno carriera e arrivano tranquilli alla pensione come se nulla fosse successo e a fine anno ci sciorinano dati mai verificabili e ci dicono che va tutto bene.
*I dati Eurostat aggiornati al 2023, dicono che in Italia ci sono 397 agenti di polizia ogni 100 mila abitanti, primo tra i grandi stati dell’Ue, superando Spagna, Francia e Germania. Il dato dimostra che in Italia abbiamo una proporzione fra forze dell’ordine e abitanti superiore del 30% alla media europea.
