(David Benedetti*) L’idea di introdurre sponsor nelle scuole pubbliche torna ciclicamente nel dibattito italiano, ma ogni volta suscita reazioni contrastanti. L’iniziativa ‘Sogna e credici fino alle stelle‘, promossa dal Gruppo Barilla in collaborazione con l’ente Docenti e Formazione, accreditato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, che  si presenta come un progetto educativo per insegnare ai bambini a credere nei propri sogni e prevede la possibilità di vincere un’aula allestita con arredi didattici brandizzati che richiamano i celebri biscotti al cacao, ha riacceso una domanda cruciale: è giusto che le aziende entrino, in modo visibile, negli spazi dell’istruzione?

La scuola in bilico fra contributo e deriva commerciale

Da un lato, i sostenitori vedono negli sponsor una risorsa indispensabile. Le scuole italiane soffrono da anni di carenze strutturali, laboratori obsoleti, mancanza di fondi per attività extracurricolari. Il contributo dei privati potrebbe colmare lacune che lo Stato fatica a risolvere, offrendo agli studenti strumenti moderni, borse di studio, progetti innovativi. In questo senso, il modello Barilla appare come un esempio virtuoso di responsabilità sociale d’impresa, un modo per restituire valore alla comunità e investire nel futuro.

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Dall’altro lato, però, si teme una deriva commerciale dell’istruzione. La scuola non è un centro commerciale né un cartellone pubblicitario: è uno spazio simbolico, neutrale, dedicato alla formazione critica e alla crescita dei cittadini. L’ingresso dei brand rischia di trasformare gli studenti in consumatori in potenza, di influenzare programmi e attività, di creare una scuola a più velocità, dove gli istituti “sponsorizzati” diventano privilegiati rispetto ad altri.

Il nodo, dunque, non è se le aziende debbano entrare nelle scuole, ma come. Servono regole chiare, trasparenza, limiti alla visibilità dei marchi e soprattutto la garanzia che l’autonomia didattica non venga mai compromessa.

Dove c’è Barilla può esserci anche scuola, ma solo se la scuola resta, prima di tutto, scuola.

*insegnante Liceo Scientifico