L’impennata dei prezzi del petrolio danneggia anche la filiera delle costruzioni. Sono molte le imprese veronesi che segnalano un aumento significativo dei costi dei materiali e ritardi nelle consegne, con ripercussioni dirette sull’organizzazione dei cantieri e sul rispetto dei tempi contrattuali.
La guerra preoccupa i costruttori
A lanciare l’allarme è il collegio dei costruttori che negli ultimi giorni ha raccolto diverse segnalazioni da parte delle aziende associate. I rincari non riguardano soltanto i prodotti direttamente collegati ai derivati petrolchimici, come il bitume, ma si estendono anche ad altri materiali fondamentali per il settore, tra cui acciaio e componenti legati alla logistica e ai trasporti.
L’allarme del presidente dell’ANCE Carlo Trestini
«Già dalla scorsa settimana – spiega il presidente di ANCE Verona Carlo Trestini – stiamo ricevendo segnalazioni di aumenti dei prezzi dei materiali da costruzione e di maggiori costi di trasporto. Gli effetti delle tensioni internazionali sulle materie prime sono già evidenti e stanno interessando l’intera filiera dell’edilizia».

Una situazione che rischia di incidere anche sui cantieri legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Molte imprese, infatti, stanno affrontando uno sforzo organizzativo rilevante per rispettare le scadenze previste, ma eventuali ritardi nelle forniture potrebbero compromettere il cronoprogramma dei lavori. Secondo ANCE Verona è quindi necessario intervenire tempestivamente per evitare che le imprese debbano sostenere da sole gli effetti economici della crisi.
«È fondamentale – conclude Trestini – adottare strumenti che consentano di sterilizzare l’aumento del gettito fiscale derivante dall’incremento dei prezzi dei materiali e prevedere misure specifiche anche per quei prodotti che non sono direttamente soggetti ad accise, oltre a valutare eventuali proroghe sui termini di fine lavori».
