(di Francesca Romana Riello). LetExpo: Polato: “L’era delle porte aperte deve finire” ;si parla di camion, porti e piattaforme digitali. Ma dietro le cifre sulla logistica sostenibile, mercoledì mattina, è emerso un ragionamento politico molto più tagliente: l’Europa deve smettere di fare la parte del mercato aperto a tutti, mentre gli altri giocano con regole diverse.

A dirlo è stato Daniele Polato, europarlamentare veneto e membro della Commissione INTA, quella che a Bruxelles si occupa proprio di commercio internazionale. È intervenuto durante il convegno organizzato da Alis nell’ambito della fiera veronese, davanti a una platea di operatori logistici, imprenditori e rappresentanti istituzionali che queste dinamiche le vedono ogni giorno nei porti e nelle dogane.

LetExpo, Polato: “L’era delle porte aperte deve finire”

La logistica al centro della competitività

Il punto di partenza è stato volutamente pratico.

«Quando parliamo di internazionalizzazione dobbiamo uscire dal dibattito ideologico tra globalizzazione senza limiti e protezionismo», ha spiegato Polato. «Il commercio internazionale è fatto di flussi reali: infrastrutture, logistica, standard tecnici, tempi di sdoganamento».Non di slogan, insomma.

Per un Paese come l’Italia, che esporta macchine, vino, moda, alimentare, componentistica, il tema non è affatto astratto. La logistica è il punto in cui la competitività diventa concreta o, al contrario, si inceppa.

E su questo l’europarlamentare è stato netto: «Non esiste sviluppo dei mercati senza una logistica forte».

LetExpo, Polato: “L’era delle porte aperte deve finire”

LetExpo, Polato: “L’era delle porte aperte deve finire”

Il passaggio più atteso riguardava però il nodo della reciprocità commerciale. Negli ultimi anni l’Europa ha firmato accordi che hanno

aperto i propri mercati a prodotti provenienti da Paesi dove le regole su lavoro, ambiente e sicurezza sono molto diverse da quelle europee.

Il risultato, secondo Polato, è evidente: «Abbiamo perso competitività, chiuso fabbriche, licenziato lavoratori e favorito Paesi terzi», ha detto. «L’era delle porte aperte senza reciprocità deve finire. Non possiamo più permetterci accordi che facilitano le importazioni da Paesi che non rispettano i nostri stessi standard».

LetExpo, Polato: “L’era delle porte aperte deve finire”

Regole comuni e investimenti per il futuro

La soluzione che propone non è il ritorno a un protezionismo d’altri tempi, ma qualcosa di più strutturato: investimenti nelle infrastrutture fisiche e digitali, sostegno agli operatori logistici e soprattutto regole di concorrenza che valgano davvero per tutti.

«Dobbiamo investire nelle infrastrutture fisiche e digitali, sostenere i nostri operatori logistici e garantire che l’Europa torni a tutelare le sue produzioni ed eccellenze», ha spiegato. «L’internazionalizzazione è una sfida di sistema».

Il contesto in cui queste parole sono state pronunciate non è secondario. LetExpo non è un convegno politico: è una fiera dove si trattano contratti, si confrontano tecnologie, si ragiona su rotte e tempi di consegna.

Se anche qui il tema della reciprocità commerciale trova spazio, è il segnale che il dibattito ha smesso di essere solo accademico ed è entrato nel cuore dell’economia reale.

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