L’impegno dell’amministrazione comunale pare impraticabile

(o.a.) Si accende il dibattito attorno ai lavori per la ciclabile in via Preare e sulla sorte degli alberi che in parate sono già stati tagliati.

Durante un incontro pubblico tenutosi lo scorso luglio nella sala civica di Quinzano, l’assessore Ferrari, insieme al dirigente della Mobilità del Comune Michele Fasoli, aveva illustrato il progetto della nuova ciclabile davanti a circa un centinaio di cittadini. In quell’occasione era stato spiegato che alcuni alberi – 4 o 5- , ritenuti malati da specialisti – sarebbero stati abbattuti per motivi di sicurezza, con l’impegno però di sostituirli successivamente.

Dal pubblico era però arrivata un’obiezione rilevante: la normativa vigente non consentirebbe la ripiantumazione lungo quel tratto di strada. Via Preare, infatti, è classificata come strada extraurbana e il Codice della Strada impone precise limitazioni.

Cosa dive il Codice sugli alberi in rapporto alle strade

In particolare, l’Art. 26 del DPR 495/1992 (in riferimento all’Art. 16 del D.Lgs. 285/1992) stabilisce che, fuori dai centri abitati, gli alberi devono essere piantati a una distanza dal confine stradale non inferiore alla loro altezza massima a maturità e comunque non inferiore a 6 metri. Una prescrizione che, considerando anche la presenza della nuova pista ciclabile, rende di fatto molto complessa – se non impraticabile – la possibilità di ricreare il filare alberato com’era in passato.

IMG 8043 1

A ciò si aggiunge un altro elemento emerso: secondo documenti comunali, gli scavi necessari per la realizzazione della ciclabile avrebbero potuto compromettere l’apparato radicale degli alberi, rendendoli instabili e quindi pericolosi. Questo aspetto potrebbe aver inciso in modo determinante sulla decisione di procedere con gli abbattimenti.

Non manca poi chi sottolinea come non tutte le piante fossero nelle stesse condizioni: alcune, in particolare sul lato opposto rispetto alla direttrice Verona-Parona, risulterebbero ancora in buono stato.

Infine, viene evidenziata anche la questione della durata della vita degli alberi: i tigli, specie diffusa lungo via Preare, possono vivere mediamente fino a 300 anni, restando poi in piedi anche oltre. Gli esemplari abbattuti, secondo alcune osservazioni, non avrebbero raggiunto neppure gli 80 anni.

Il tema si inserisce in un contesto più ampio: negli ultimi mesi a Verona si è registrata una forte accelerazione nella realizzazione di piste ciclabili, grazie ai finanziamenti europei del PNRR destinati alla mobilità sostenibile. Fondi che però impongono tempi stringenti: le opere devono essere completate e collaudate entro il 30 giugno 2026, pena la perdita dei finanziamenti.

Alla luce di questi elementi, resta forte il dubbio che il viale alberato di via Preare possa essere ripristinato in futuro.