Coinvolgere i giovani per costruire una cultura del rispetto e della sicurezza nei luoghi di cura. È questo l’obiettivo della nuova campagna di sensibilizzazione promossa da ULSS 9 Scaligera, che porta la firma creativa degli studenti del territorio.
Il progetto, intitolato “Tolleranza Zero – Giovani contro la violenza in sanità”, nasce per contrastare il fenomeno delle aggressioni ai danni di medici, infermieri e operatori sociosanitari, affidando alle nuove generazioni il compito di raccontare e interpretare il valore della cura e del rispetto.

Un’iniziativa che ha raccolto anche il plauso del presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, che ha sottolineato come sia fondamentale coinvolgere i giovani su un tema tanto delicato, ricordando che «la violenza non rappresenta mai una risposta ai problemi e diventa ancora più inaccettabile quando colpisce chi ogni giorno garantisce assistenza ai cittadini».
Promosso dalla Direzione Sanitaria dell’ULSS 9 insieme al Centro provinciale per il benessere organizzativo dello SPISAL, al Servizio di Prevenzione e Protezione e all’Unità operativa Risk Management, il progetto ha coinvolto tre istituti superiori a indirizzo grafico e artistico:
- il Liceo Artistico Statale di Verona
- l’Istituto Salesiano San Zeno
- l’ISISS Marco Minghetti
Tra ottobre 2025 e febbraio 2026, 221 studenti hanno preso parte a laboratori creativi, dando vita a 48 elaborati, tra cui 8 video e 39 progetti grafici tra manifesti e mockup.
Una commissione di esperti ha selezionato i lavori destinati a diventare il cuore della campagna ufficiale, che sarà diffusa in tutte le strutture dell’ULSS 9 e, progressivamente, anche sul territorio attraverso la collaborazione con le istituzioni.
I progetti selezionati
Tra le proposte scelte figurano:
- due creazioni multimediali del Liceo Artistico di Verona, tra pannelli espositivi e oggetti brandizzati;
- due video realizzati dagli studenti dell’ISISS Minghetti di Legnago;
- un manifesto e un adesivo per mezzi di trasporto dell’Istituto Salesiano San Zeno.
L’obiettivo è generare una coscienza collettiva sul valore della sicurezza in ambito sanitario, utilizzando un linguaggio diretto e contemporaneo, capace di parlare a tutta la comunità.
«La società si poggia su tre grandi S: Scuola, Sanità e Sicurezza», ha evidenziato il direttore generale dell’ULSS 9, Pietro Girardi, sottolineando come il progetto rappresenti un punto di incontro tra questi ambiti. «Non c’è futuro per la sanità senza un ambiente di lavoro sereno e protetto: la sicurezza è un vero e proprio patto sociale».
Sulla stessa linea il direttore sanitario Viviana Coffele, che ha evidenziato il valore comunicativo degli elaborati: «gli studenti sono riusciti a tradurre temi complessi in messaggi immediati ed efficaci».
Dal Dipartimento di Prevenzione, la direttrice Alessandra De Salvia ha rimarcato la qualità dei lavori, definiti «ricercati e profondi», mentre la psicologa del lavoro Antonia Ballottin ha sottolineato l’elevato valore educativo e la consapevolezza dimostrata dagli studenti.
Anche il consigliere regionale Alberto Bozza ha ribadito l’importanza della prevenzione e della sensibilizzazione, definendo la violenza contro il personale sanitario «una piaga da contrastare con strumenti culturali ed educativi».
Il progetto si inserisce in un quadro più ampio di interventi regionali a tutela degli operatori sanitari, con oltre 60 milioni di euro destinati al personale dell’emergenza-urgenza.
Ma il cuore dell’iniziativa resta il messaggio lanciato dai giovani: riconoscere nel personale sanitario un patrimonio da proteggere.
Una campagna che non si limita a denunciare un problema, ma punta a costruire una nuova cultura del rispetto, partendo proprio da chi rappresenta il futuro della comunità.
