Vino italiano: da Soave via libera alle misure per riequilibrare mercato, giacenze e competitività della filiera
(fi.to) Il Consiglio nazionale di Unione Italiana Vini ha approvato a Soave un pacchetto di proposte per il contenimento produttivo in vista della prossima vendemmia, con l’obiettivo di affrontare il disequilibrio tra domanda e offerta e sostenere la competitività del comparto.
Il documento prevede misure di breve e medio-lungo periodo, tra cui lo stop temporaneo alle nuove autorizzazioni all’impianto, la riduzione delle rese produttive, anche per i vini Dop e Igp, l’aggiornamento dei disciplinari e una regolamentazione più stringente delle riclassificazioni tra denominazioni.
A pesare sul settore sono i numeri dell’Osservatorio Uiv: ad aprile le cantine italiane hanno registrato giacenze in aumento del 7,6% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre i prezzi dello sfuso delle principali Dop-Igp risultano in calo del 7%. Anche l’export mostra segnali di difficoltà, con il primo trimestre 2026 che registra un -11% sui mercati extra-Ue.

«Il programma discusso rappresenta un primo passo importante per una riforma sempre più indifferibile del comparto», ha dichiarato il presidente di Uiv Lamberto Frescobaldi, auspicando un vero patto di filieracapace di coinvolgere associazioni di categoria, Consorzi e operatori del settore.
Uiv esclude invece piani generalizzati di estirpo dei vigneti, ritenuti inefficaci e penalizzanti soprattutto per le aree collinari e montane. La prospettiva indicata è quella di un piano strategico nazionale per i prossimi 5-10 anni, capace di adeguare la produzione alla domanda reale e rafforzare il vino italiano sui mercati interni e internazionali.
Un passaggio che arriva in una fase delicata per il comparto, chiamato a difendere qualità, valore e tenuta economica della filiera senza penalizzare i territori più fragili e vocati.
