(Claudio Beccalossi) Il degrado spicciolo cittadino, lasciato correre, non rispetta nemmeno le immediate vicinanze di luoghi cult della veronesità, come piazza Bra. Ne sa qualcosa, purtroppo, l’Interrato Torre Pentagona, a pochi passi dall’Arena, punto nevralgico, quest’ultimo, dell’afflusso di cittadini e turisti. Si tratta d’un breve tragitto di congiunzione tra il nobile corso Porta Nuova (di fronte a via dei Mutilati) e via Ponte Cittadella.

Le denominazione fa riferimento alla torre difensiva merlata in mattoni rossi d’epoca comunale (secoli XII-XIII) dei Portoni della Bra. L’Interrato è un luogo alternativo che, complici piantine cartacee o supporti online, risulta appetito da ottimisti visitatori. Speranzosi del bello e, poi, traditi da quanto constatano subito, appena utilizzata la scalinata, nell’intenzione, magari, di raggiungere, ambulatio, via del Pontiere e la Tomba di Giulietta.

Il benvenuto è dato, soprattutto, dall’olezzo d’orina che ammorba l’aria, specialmente in queste giornate di caldo torrido. Accoglienza… di classe ammannita dai tanti che abusano degli angoli più o meno nascosti (specie alla base sinistra, al termine dei gradini) trasformandoli in maleodoranti ed impropri vespasiani, fregandosene dei minimi sensi d’igiene e pudore, alquanto opinabili (se non del tutto inutili) per anonimi nel bisogno corporale da sfogare comunque e dovunque. Ante omnia necessitas (Necessità/bisogno prima di tutto)?

Oltre a questo… antipasto della casa, l’indecoroso spettacolo riguarda giacigli improvvisati con cartoni, pareti esterne (già scrostate), porte, vetrate e portoni metallici, saracinesche e centraline prede di imbrattatori vandalici, immondizie disperse, erbacce perfino su storiche mura. Un dietro le quinte della vicina piazza Bra che suscita rammarico e, purtroppo, pure rassegnazione e senso d’impotenza, dato che tanto squallore si registra da tempo senza incisivi contrasti…

