(Antonella Traina) Promuovere il territorio e le attività della zona, iniziando da quelle legate all’agricoltura e al cibo, come il vino e l’olio, a quelle artigianali, passando per ricezione e ristorazione.
Questo lo scopo per cui è nata l’Associazione Valsquaranto, che prende il nome dall’omonima valle che è la più grande delle undici che compongono la Valpolicella.
“La Val Squaranto inizia poco sopra Montorio, sui Lessini, dove ci sono le risorgive per cui è noto il nostro paese e arriva fino a San Giorgio – spiega Antonia Pavesi, presidente dell’associazione. – È una vallata lunga e stretta poco edificata e ricca di vigneti e oliveti”.

“L’associazione ha l’obiettivo di svilupparla e di far conoscere” – aggiunge il vicepresidente Rudi Roncari – la nostra vallata è meno conosciuta delle altre ma ha proprie caratteristiche e una tipicità peculiari “.
Per portare all’attenzione del pubblico i prodotti e l’artigianato locali, quest’anno, si è tenuta la prima manifestazione dedicata alla valle. ‘Squaranta’ il nome dell’evento che si è tenuto, nei giorni scorsi, al Circolo 1° Maggio di Montorio.
Dalla Val Squaranto alla mascotte ‘Squaranta’
In più è stata creata una simpatica mascotte, ‘Squaranta’ dell’associazione dal laboratorio creativo Crispy, affermato nell’artigianato digitale.

Una quindicina gli espositori che nei loro banchetti, hanno messo in evidenza le varie produzioni. Si spazia da vini, in Val Squaranto si produce un eccellente Amarone e alla degustazione di questo vino è stata dedicata una Master class tenuta da Francesco Galeone, presidente ONAV Verona, per arrivare ad olio, birra, miele, carni di allevatori locali e prodotti artigianali.
Val Squaranto, la 2ª delle 11 valli della Valpolicella
La Val Squaranto è la seconda, come grandezza, delle undici che compongono la Valpolicella.
“La Valpolicella è un unicum ma ognuna di quelle che la compongono è una microarea con caratteristiche peculiari – spiega Galeone – . Non è possibile fare una graduatoria dei vini che qui vengono prodotti. La forza della Valpolicella sta proprio nel blend “.
E all’Amarone, il vino più conosciuto e apprezzato della Valpolicella, è stata dedicata una Master class, condotta dallo stesso Galeone, che ha guidato nella degustazione di questo vino, ma di quello prodotto, appunto nella Val Squaranto.
Sono circa una decina i viticoltori che lo producono e altrettanti quelli che, invece, producono olio.
“Questo evento è il primo di altri che abbiamo in cantiere – dice Jacopo Nadera, tesoriere dell’associazione Val Squaranto – Ci abbiamo messo parecchio tempo per organizzarlo ma vorremmo che fosse il primo di altri. Lo scopo è quello non solo di dare visibilità e notorietà alla nostra vallata ma anche di creare rete con le altre associazioni del territorio”.
In buona sostanza gli abitanti della Val Squaranto vogliono far conoscere e apprezzare il luogo dove vivono, anche da generazioni, a cui sono legati e dei cui prodotti vivono. Spazio è dato anche a produzioni biologiche particolari, come quella della Kombucha, una bevanda fermentata a base di the, zuccheri e altri ingredienti. Oggi è ritenuta molto salutare. A Montorio esite l’unica azienda in Italia che la commercializza sul territorio nazionale. Poi ci sono altre realtà legate alla produzione di prodotti organici. Sviluppata anche la ristorazione.
“Qui si usano solo prodotti del territorio, a chilometro zero” – specificano gli organizzatori di Squaranta”
“La Valpolicella e i suoi prodotti sono conosciuti a livello internazionale – concludono – noi, rispetto al resto di questo territorio, siamo sempre stati un po’ in disparte e poco noti. Ma ora abbiamo intenzione di invertire la tendenza, farci conoscere. Abbiamo ogni genere di cose che possono attrarre i turisti “.
