Un appello che parte dal territorio e punta a riportare il voto di preferenza al centro del dibattito sulla futura legge elettorale nazionale. È l’iniziativa promossa dalla base del Partito Democratico veronese, con 48 segretari di Circolo del capoluogo e della provincia che hanno sottoscritto un documento indirizzato alla segretaria nazionale Elly Schlein e al presidente del partito Stefano Bonaccini.

L’iniziativa è nata su impulso del segretario del Circolo Pd di Bussolengo e Pastrengo, Leandro Donati, e della segretaria del Circolo Pd di Villafranca, Isabella Roveroni, al termine di numerose assemblee territoriali svolte nelle ultime settimane. Nelle scorse ore è arrivato anche il sostegno di Bonaccini, che si è complimentato con i circoli veronesi, definendo il ritorno delle preferenze una battaglia che il Pd e il centrosinistra dovrebbero portare avanti con determinazione, pur esprimendo scetticismo sulla disponibilità dell’attuale maggioranza ad affrontare realmente il tema.
Preferenze al posto delle liste bloccate
I promotori precisano che la richiesta si inserisce in un contesto nel quale il centrosinistra si oppone alla proposta di riforma elettorale avanzata dal Governo, giudicata irricevibile per il premio di maggioranza previsto. Tuttavia, spiegano, qualora si aprisse un confronto su un nuovo testo condiviso, il Partito Democratico dovrebbe sostenere con convinzione il ripristino del voto di preferenza, superando definitivamente il sistema delle liste bloccate.

Secondo i firmatari, la possibilità per gli elettori di scegliere direttamente i propri rappresentanti rappresenterebbe un passo importante verso una democrazia più partecipata e rafforzerebbe trasparenza, responsabilità politica e legame con il territorio.
Per Donati e Roveroni, la partecipazione di 48 circoli dimostra quanto il tema della rappresentanza sia sentito tra gli iscritti e i militanti veronesi. L’auspicio è che il sostegno espresso da Bonaccini contribuisca a far sì che la richiesta venga presa in considerazione dai vertici nazionali del partito, riconoscendo il valore del confronto e della partecipazione che nasce dai territori.
