Le reazioni al taglio degli alberi rivelano che si sta diffondendo la “biofilia”, amore per la vita nelle sue forme
(p.d.) Nella coscienza collettiva della nostra società si sta affermando quella che Konrad Lorenz, uno dei massimi studiosi di etologia, chiamava “biofilia”, letteralmente “amore per la vita”. Vita di tutti gli esseri viventi. Non solo dell’uomo. Degli animali e delle piante. Amore e quindi rispetto. Non tabù, perché anche noi umani siamo soggetti alle leggi della natura e dobbiamo vivere e nutrirci. Una disposizione mentale ed un atteggiamento che derivano dalla consapevolezza che tutti gli esseri viventi meritano rispetto.

Anche in quest’ambito vale l’“est modus in rebus”, cioè che ci dev’essere una misura nelle cose. Questo vale nel nutrirsi e nel rapporto con il mondo animale e vegetale. Come sempre ci sono diverse sensibilità. Ma se dovessimo fare una paragone con la società di cent’anni fa bisogna ammettere che si sono fatti dei passi avanti.
Prendiamo quello che è avvenuto a Verona negli ultimi mesi. 50 anni fa nessuno avrebbe sollevato un problema se veniva tagliato un albero. Oggi non è più così. A torto o a ragione, quando sono avvenuti degli abbattimenti di piante in diverse parti della città, i cittadini hanno protestato, hanno voluto sapere in base a quale criterio gli alberi venivano tagliati, sono sorti comitati o addirittura, al momento sul luogo dell’abbattimento, i passanti se la sono presa con gli operai addetti invitandoli a lasciar perdere in nome di una sorta di ‘obiezione di coscienza’.
Non è intento di questo articolo entrare nel merito delle scelte dell’amministrazione comunale che pare particolarmente preoccupata della sicurezza dei veronesi che passeggiano sotto gli alberi e meno di quella di poter uscire tranquillamente alla sera senza paura di essere disturbati o aggrediti dai maranza.
Giuste o sbagliate che siano, le reazioni che si sono avute ai tagli degli alberi denotano una crescita della coscienza collettiva circa il rispetto della natura e del mondo vegetale.
