Il paradosso: calano gli abitanti ma aumentano le famiglie
Tra il 2014 e il 2024 la popolazione della provincia di Verona -928.622 abitanti- è cresciuta dell’1,1%. Il numero delle famiglie del 7,6%.
In città è passata da 257.950 a 255.039, con una diminuzione dell’1,1%, ma le famiglie sono aumentate del 5,5%. Un fenomeno dato dai single, dalle coppie senza figli, dalle separazioni, dalle famiglie monogenitoriali e dagli anziani soli che ha l’effetto di moltiplicare i nuclei autonomi. Ciò, secondo uno studio dell’agenzia l’immobiliare.com, influisce sul mercato immobiliare con una richiesta maggiore di abitazioni.
A Bussolengo, Castel d’Azzano, San Martino Buon Albergo, Villafranca, San Giovanni Lupatoto in media i prezzi delle case vanno dai circa 2 mila euro/m² di Villafranca ai 2.327 di San Martino Buon Albergo contro i 3.010 euro del capoluogo.
La tendenza è quindi uno spostamento dalla città ai paesi della cintura. Nel 2024 Bussolengo ha registrato un saldo migratorio interno di +98 residenti, Castel d’Azzano +104 e Grezzana +77. In prospettiva diventerà determinante nell’attrattività di questi comuni, più che la distanza chilometrica la ‘distanza-tempo con il capoluogo.
Per la Valpolicella, pure vicina a Verona, s’aggiunge l’attrattività del paesaggio, dei vigneti, delle colline del clima e dei piccoli borghi.

La componente turismo
Una componente importante nel settore è il turismo, in crescita del 6,9% con 1,8 milioni di presenze fra Lessinia, Valpolicella, Soave-Est veronese e Pianura dei Dogi. «Da solo – spiega l’architetto Paolo Padovani- non determina automaticamente un aumento della domanda immobiliare, ma accresce la conoscibilità internazionale del territorio e può contribuire alla domanda di seconde case, immobili di pregio, strutture ricettive e proprietà da destinare a forme di ospitalità».
In Valpolicella in particolare casali, ville, immobili storici e proprietà inserite nel paesaggio attirano un mercato molto più ampio.
