(Alberto Rizzati*) Nel 2019, da consigliere di minoranza, Federico Benini si legava agli alberi per bloccare i cantieri del filobus in nome della difesa dell’ambiente. Un gesto plateale, costruito per lasciare il segno.
Oggi quello stesso Benini siede in giunta come assessore al Verde, e sotto la sua guida la città ha visto cadere un patrimonio arboreo non trascurabile: 62 tigli abbattuti per la realizzazione della pista ciclabile di via Preare e il cedro monumentale di piazza Vittorio Veneto.
Mentre le motoseghe compivano il loro lavoro, l’assessore si trovava, con tutta tranquillità, nel proprio ufficio, lontano da quei tronchi che un tempo abbracciava davanti alle telecamere.
Quel verde che non c’è più
È una parabola che dice più di ogni comunicato: da simbolo dell’attivismo ambientale a garante, nei fatti, della sua rimozione
Le motivazioni tecniche non mancano: un’indagine su 62 alberi ha classificato 4 abbattimenti come urgenti e altri 21 da eseguire entro 6 mesi, e l’amministrazione promette 70 nuove piante e un investimento di 50 mila euro.
Ma nessuna perizia spiega perché chi un tempo reclamava piena trasparenza su ogni intervento sul verde pubblico non abbia sentito lo stesso bisogno, oggi, di condividerla per tempo.

È proprio in questo scarto che la coerenza si incrina: l’opposizione ha chiesto conto della mancata pubblicazione preventiva delle perizie, e anche osservatori indipendenti hanno rilevato che la cittadinanza non è stata informata con sufficiente anticipo.
Non è un dettaglio di forma: è la misura della distanza fra le parole gridate da consigliere e i silenzi custoditi da assessore.
Allora bastava un sospetto per incatenarsi a un tronco.
Oggi sono bastati 62 alberi e un cedro secolare in meno perché quella voce, così pronta un tempo, restasse ammutolita fino a cantiere concluso.
Le perizie
Le perizie possono anche essere fondate, e il progetto di riqualificazione può restituire alla città un viale più verde. Ma la credibilità di chi ha fatto della tutela ambientale la propria bandiera si giudica non sulle carte tecniche, quanto sulla capacità di anticipare, e non subire, le domande dei cittadini.
Su questo terreno, il bilancio dell’assessore Benini resta, a oggi, ampiamente in debito.
*consigliere della 2ª Circoscrizione
