E’ la liberazione anticipata speciale per chi ha avuto una buona condotta
(Antonella Traina) È stato Gianni Alemanno, ieri sera al Teatro della SS. Trinità, a portare a Verona la sua testimonianza sulla realtà carceraria, con la presentazione del libro su “L’emergenza negata”, libro scritto a due mani, con Fabio Folco, uno dei detenuti con cui ha condiviso la reclusione.
L’incontro è stato organizzato dall’associazione “Il Mondo al Contrario”. Il presidente Guido Giacometti ha voluto accanto alla testimonianza nazionale quella del territorio portata dal presidente della Camera Penale Veronese, Stefano Gomiero, proprio nei giorni dell’astensione nazionale dal lavoro dei penalisti sul sovraffollamento di Montorio e sui diritti dei detenuti.

A moderare l’incontro Andrea Bacciga, avvocato penalista e membro dell’associazione organizzatrice.
«In questo libro denunciamo che le carceri sono ridotte in una situazione disastrosa – spiega Alemanno – La situazione la conosce solo chi c’è passato dentro o ha avuto un parente o un amico che c’è stato o gli avvocati penalisti. Ed è una cosa inaccettabile dal punto di vista umanitario e che inoltre non serve alla sicurezza dei cittadini».
Sovraffollamento: serve una legge che aumenti lo sconto di pena per chi ha buona condotta
Provvedimenti usati nel passato per evitare il sovraffollamento, come l’amnistia, non servono, secondo l’ex ministro. «Non sono nel sentimento dell’opinione pubblica attuale l’amnistia o l’indulto, invece bisogna fare un’altra cosa, cioè una legge che aumenti lo sconto di pena per chi ha buona condotta. La cosiddetta liberazione anticipata speciale, che è stata proposta dall’onorevole Roberto Giachetti e approvata anche dal Presidente del Senato Ignazio La Russa».

Un provvedimento finalizzato ad attivare percorsi alternativi.
«Le carceri devono ridurre la recidiva e e bisogna fare in modo quando uno esce abbia una alternativa e che possa reinserirsi nella società civile, altrimenti il rischio di ricadute nella delinquenza è altissimo».
Un altro problema evidenziato da Alemanno è relativo al Dipartimento di amministrazione penitenziaria, che, a suo avviso e soprattutto dopo il passaggio di Delmastro, «è una realtà completamente disastrata che non riesce a gestire questi processi e questa realtà».
“La situazione si sta aggravando pesantemente e il mio sforzo – specifica – è di comunicare all’opinione pubblica questa realtà perchè se ne renda conto. Quando si dice “buttiamo via le chiavi”, “chi sbaglia paga”, non ci si rende conto del problema. Presto o tardi un detenuto esce e, se non è rieducato, è un delinquente più grave di prima. E poi cosa bisogna fare quando a sbagliare è lo stato?».
Alemanno con Vannacci perché è il fatto nuovo della politica italiana
Per quanto riguarda il proprio futuro in politica Alemanno è molto chiaro. «Ho aderito al partito del generale Vannacci perché ritengo che sia il fatto nuovo della politica italiana».
«E’ì necessario creare un’alternativa a destra. Oggi la presidente Meloni ha il monopolio della destra e, fondamentalmente, ha prodotto pochi risultati per una prospettiva di destra.
Oggi c’è un’alternativa che è Vannacci. Se la Meloni non ne prende atto e non da una svolta a questo governo, non fa una coalizione diversa, includendo, Futuro Nazionale, noi staremo all’opposizione ma poi ci confronteremo sui fatti reali, dovendo constatare che questo governo, pur essendo senz’altro migliore di uno di sinistra, non ha prodotto quella svolta che gli italiani si aspettavano».
