Fino a dicembre un percorso aperto a famiglie su educazione, emozioni, gioco e nuove tecnologie. Si parte l’8 ottobre
(fi.to) Come educare bambini e ragazzi in un tempo nel quale l’intelligenza artificiale sta entrando sempre di più nella scuola e nella vita quotidiana? È la domanda al centro di “Crescere umani nell’era dell’AI”, il percorso culturale e formativo promosso dalle Scuole Aportiane con tre appuntamenti tra Verona e Peschiera del Garda.
Si parte giovedì 8 ottobre alle 18, nel Salone dei Vescovi di Piazza Vescovado, con l’incontro “L’AI al servizio dell’essere umano e della relazione educativa”. Interverranno Lucia Vantini, filosofa e teologa, e Andrea Sellaroli, docente di matematica e fisica, con la moderazione della giornalista Silvia Fazzini.
L’obiettivo delle Scuole Aportiane
L’obiettivo non è demonizzare le nuove tecnologie, ma capire come funzionano e quale impatto possano avere su didattica, relazioni, emozioni e capacità di pensiero. Una riflessione che coinvolge direttamente anche il mondo degli adulti: genitori ed educatori chiamati a trovare un equilibrio tra le opportunità offerte dall’AI e la necessità di mantenere al centro la persona.

«Siamo chiamati, come realtà educativa, a trovare risposte alle sfide dei tempi in cui viviamo», sottolinea il presidente delle Scuole Aportiane don Maurizio Tisato, ricordando come il cuore della scuola resti il benessere dei bambini e la relazione tra alunni ed educatori.
Al termine del primo appuntamento saranno inoltre benedetti gli spazi riqualificati della sede di Piazza Broilo, nell’ambito di un più ampio percorso di rinnovamento che negli ultimi tre anni ha interessato le strutture e la proposta formativa delle Scuole Aportiane.
Il percorso proseguirà il 5 novembre al Cinema Aurora di Verona con “Gioco, Emozioni e Intelligenza Artificiale”, insieme al pediatra Cristiano Rosafio. Terzo e ultimo appuntamento il 9 dicembre a Peschiera del Garda, al Centro Funzionale Gandini, con “Il tempo di diventare grandi, educare nell’epoca del tutto e subito”.

Tre incontri che provano quindi a riportare il dibattito sull’intelligenza artificiale alla sua dimensione più concreta: non soltanto cosa sapranno fare le nuove tecnologie, ma quale spazio vogliamo continuare a riservare alla relazione, al tempo, alle emozioni e alla crescita umana dei più giovani.
