In occasione della Giornata mondiale della trombosi, l’Aoui di Verona torna in aeroporto con una campagna informativa. Tra le raccomandazioni: muoversi regolarmente, bere acqua ed evitare l’immobilità prolungata

Viaggiare in aereo non deve diventare motivo di preoccupazione, ma conoscere alcune semplici regole di prevenzione può aiutare a ridurre i rischi per la salute. In occasione del World Thrombosis Day del 13 ottobre, l’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona ha rinnovato la campagna informativa sulla cosiddetta trombosi del viaggiatore, con un punto informativo allestito al terminal partenze dell’aeroporto Valerio Catullo.

L’iniziativa, realizzata per il secondo anno consecutivo dall’équipe della Medicina interna B di Borgo Roma, diretta dalla professoressa Simonetta Friso, mira a sensibilizzare i passeggeri sui comportamenti da adottare durante gli spostamenti più lunghi, senza alimentare inutili allarmismi. Per i voli che superano le quattro ore, infatti, il rischio di trombosi venosa può aumentare di due o tre volte, soprattutto a causa della permanenza prolungata in posizione seduta e della ridotta mobilità degli arti inferiori.

Allo scalo veronese sono stati distribuiti opuscoli informativi in sette lingue – italiano, inglese, tedesco, francese, spagnolo, arabo e cinese – affiancati da un video trasmesso sui monitor aeroportuali. Medici e specialisti sono stati a disposizione dei viaggiatori per rispondere alle domande e fornire indicazioni basate sulle evidenze cliniche.

Le regole per viaggiare in sicurezza

La prevenzione passa innanzitutto da alcuni accorgimenti pratici. Durante i viaggi di lunga durata è importante evitare di rimanere immobili troppo a lungo, approfittando degli spazi consentiti per camminare quando possibile. Anche da seduti è utile flettere ed estendere regolarmente ginocchia e caviglie, muovendo le gambe e le spalle per favorire la circolazione.

È consigliabile inoltre indossare abiti comodi, bere acqua con regolarità ed evitare alcolici e sonniferi, che possono favorire una permanenza prolungata in posizione statica. Per alcune persone può essere indicato l’utilizzo di calze a compressione graduata, da valutare con il medico curante in base alle condizioni individuali.

Il rischio cresce con l’età, in particolare dopo i 40 anni, ed è influenzato anche da altri fattori personali. Per questo, chi presenta una predisposizione alla trombosi o ha già avuto episodi di questo tipo dovrebbe confrontarsi con il proprio medico prima di affrontare un viaggio lungo.

Gli specialisti dell’Aoui mettono in guardia soprattutto dall’assunzione autonoma di farmaci. «Sconsigliamo fortemente il ricorso a farmaci anticoagulanti o antiaggreganti, e soprattutto la loro autosomministrazione senza consulenza medica», spiega il professor Nicola Martinelli, coordinatore del gruppo Coagulazione e Trombosi della Medicina interna B. Le evidenze a sostegno del loro impiego preventivo nei viaggiatori sono limitate e questi medicinali possono comportare effetti collaterali significativi. Gli anticoagulanti vengono prescritti solo in casi selezionati, quando il rischio trombotico è particolarmente elevato.

Che cos’è la trombosi del viaggiatore

Il tromboembolismo venoso si verifica quando si forma un coagulo all’interno di una vena, ostacolando il normale flusso del sangue. Può manifestarsi come trombosi venosa profonda, generalmente a carico degli arti inferiori, oppure evolvere in un’embolia polmonare, quando una parte del coagulo si stacca e raggiunge i polmoni attraverso la circolazione sanguigna.

L’immobilità prolungata è uno dei principali fattori che possono favorire questo processo durante i voli di durata superiore alle quattro ore. Gli spazi ristretti e la posizione seduta limitano infatti il movimento delle gambe e rallentano il ritorno del sangue venoso.

La campagna informativa, nata dall’esperienza maturata negli ambulatori dedicati alla trombosi di Borgo Roma, punta proprio a diffondere una maggiore consapevolezza su questi meccanismi. La Medicina interna B dell’Aoui dispone di un’attività specialistica dedicata alle patologie trombotiche e alle anomalie della coagulazione, comprese le malattie rare, e ha affidato al proprio gruppo di lavoro anche la preparazione dei materiali divulgativi.

«La prevenzione rappresenta un ambito molto significativo della nostra attività clinica», sottolinea la professoressa Friso, ricordando l’impegno dell’équipe nella diagnosi e nella cura delle malattie trombotiche e della coagulazione. L’obiettivo è mettere a disposizione dei cittadini conoscenze e indicazioni elaborate da professionisti del settore.

La campagna si estende anche a Venezia

La novità del 2026 riguarda l’ampliamento della collaborazione aeroportuale. Dopo la prima edizione organizzata al Catullo nel 2025, su iniziativa del professor Martinelli e con la collaborazione del SUEM 118 di Verona, diretto dal dottor Adriano Valerio, il gruppo SAVE ha esteso la campagna anche all’aeroporto Marco Polo di Venezia.

Qui sono state replicate le attività di sensibilizzazione, con il coinvolgimento degli specialisti dell’Aoui di Verona e dei professori Walter Ageno, Elena Campello e Paolo Simioni dell’Azienda ospedaliera universitaria di Padova. L’iniziativa ha ricevuto il supporto non condizionante della multinazionale farmaceutica Viatris ed è patrocinata dall’International Society on Thrombosis and Haemostasis (ISTH), una delle principali società scientifiche internazionali nel campo della trombosi e dell’emostasi.

La collaborazione con il Catullo è stata sottolineata anche dall’amministratrice delegata Alessandra Bonetti, che ha evidenziato il ruolo dell’aeroporto nella promozione della cultura della prevenzione e della consapevolezza tra i passeggeri. Per l’Aoui, la campagna rappresenta un’occasione per portare le competenze sanitarie fuori dagli ambulatori e raggiungere direttamente i cittadini, ricordando che anche piccoli gesti durante il viaggio possono contribuire a tutelare la salute.