(F.R.R) Aermec ha festeggiato lunedì 19 ottobre, al Teatro Dal Verme di Milano, i suoi 65 anni e il centenario della nascita del fondatore Giordano Riello. Davanti ai vertici aziendali, ai collaboratori e alla rete commerciale e di assistenza italiana e internazionale, Alessandro Riello ha ripercorso la storia dell’impresa di Bevilacqua, dalle prime intuizioni del padre ai nuovi investimenti industriali. Al suo fianco la sorella Raffaella, con la quale ha condiviso ricordi familiari e aneddoti della vita in fabbrica.

Alessandro e Raffaella Riello raccontano le origini di Aermec
Era il 1957 quando Pilade Riello, tra i fondatori della Riello Bruciatori, lamentava il rallentamento delle vendite durante i mesi estivi. Alessandro ha ricordato come il padre, osservando uno dei primi condizionatori importati dagli Stati Uniti e installato sulla parete dell’ufficio, avesse intuito la possibilità di sviluppare un nuovo settore industriale.
Pochi mesi dopo Giordano Riello si imbarcò per New York sulla Cristoforo Colombo. Otto giorni di navigazione per conoscere da vicino una tecnologia già diffusa negli Stati Uniti e che, secondo lui, avrebbe presto trovato spazio anche in Europa. Da quell’esperienza nacque la Riello Condizionatori, diventata successivamente Aermec.
Alessandro ha collegato quel primo viaggio ai progetti attuali dell’azienda, che ha scelto DeKalb, nell’Illinois, per realizzare il suo primo stabilimento produttivo americano. A quasi settant’anni dalla traversata del fondatore, Aermec si prepara così a produrre direttamente negli Stati Uniti.
Un parallelismo ripreso anche da Raffaella, che ha ricordato la curiosità del padre e la sua capacità di immaginare ciò che ancora non esisteva. Un imprenditore instancabile, determinato nelle proprie scelte, ma riservato nella vita privata.

Il mago dell’officina e la passione per la montagna
Nel suo intervento Alessandro ha restituito anche un ritratto meno conosciuto del padre. Giordano Riello preferiva l’officina alla scrivania. Girava tra i reparti in bicicletta, parlava con gli operai e sembrava comparire sempre dove c’era un problema. Tanto che tra i collaboratori era diventato familiare l’avvertimento: «Attenzione, arriva il mago».
Alessandro ha raccontato anche un episodio che descrive bene la riservatezza del padre. Un giorno Giordano accompagnò la moglie Gabriella dal fruttivendolo e rimase ad aspettarla in automobile. Il negoziante, vedendolo, lo scambiò per il nuovo autista. Lui non lo corresse: scese e caricò le borse della spesa.
C’era poi la montagna, una passione che Giordano aveva coltivato fin da ragazzo e trasmesso ai figli e ai nipoti. Amava le arrampicate e i canti degli alpini. In famiglia, ha ricordato Alessandro, bastavano piccoli gesti per capire il suo umore: quando mordicchiava le stanghette degli occhiali significava che stava elaborando una nuova idea. Se invece rientrava a casa canticchiando «Ta-pum», il vecchio canto alpino, la giornata non era andata come sperava.

Alessandro Riello: gli investimenti e le nuove sfide
Dalla storia del fondatore Alessandro è passato ai programmi industriali di Aermec. Accanto al nuovo stabilimento americano, l’azienda sta realizzando nella sede di Bevilacqua una delle camere di prova più grandi e avanzate d’Europa, destinata allo sviluppo e alla verifica delle nuove tecnologie.
«Quando tutto cambia bisogna prepararsi perché aspettare significa arrivare tardi», ha affermato Alessandro Riello, richiamando la necessità di continuare a investire anche in una fase economica incerta.
Nel suo intervento ha sottolineato anche il valore delle competenze e della formazione dei giovani. Le conoscenze, ha spiegato, non si ereditano automaticamente, ma si costruiscono attraverso il lavoro quotidiano e il confronto con chi ha maggiore esperienza.
Un tema condiviso da Raffaella, che ha affrontato anche il ruolo dell’intelligenza artificiale, già utilizzata da Aermec ma considerata uno strumento al servizio delle persone. La tecnologia, secondo i due fratelli, deve affiancare le capacità umane, senza sostituirle.
Del padre, scomparso a 96 anni, Alessandro ha ricordato soprattutto il coraggio di prendere decisioni e assumersene la responsabilità. Una caratteristica accompagnata dalla curiosità, rimasta viva fino agli ultimi giorni, quando Giordano continuava a frequentare l’azienda e a interessarsi ai nuovi progetti.

Dal Teatro Dal Verme al Castello Sforzesco
La celebrazione milanese ha alternato gli interventi di Alessandro e Raffaella Riello a filmati d’archivio, proiezioni sulla storia aziendale, coreografie di danza e giochi di luce. Sul palco anche un coro alpino, omaggio alla passione del fondatore per la montagna. Il programma artistico si è concluso con il concerto di Amii Stewart.
Gli ospiti si sono poi trasferiti al Castello Sforzesco, dove il logo Aermec era proiettato su una delle torri, per il ricevimento nel cortile e la cena.
A concludere il discorso è stato Alessandro Riello, richiamando la responsabilità delle nuove generazioni di proseguire il percorso iniziato dal padre. Poi, insieme alla sorella Raffaella, ha pronunciato le parole che hanno accompagnato il doppio anniversario: «La storia continua».

