(Claudio Beccalossi) Nasconde curiosi altarini il tratto di boscaglia in declivio a lato di via Albere, attigua alla 1^ Traversa Spianà e nei pressi della rotonda con via delle Coste.

Oltre alla vegetazione inselvatichita che occulta immondizie disperse, sacchetti di chissà quali rifiuti, sedie di plastica semicoperte dal fogliame, il rottame d’un televisore, sconcerta il foglio plastificato (già considerato inutile, se non atto formale, rispetto al contesto d’ipotizzabile stampo paranoico) appeso alla rete di recinzione di un’area interna alquanto degradata: sotto al logo RFI / Rete Ferroviaria Italiana / Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, una scritta in stampatello rosso sollecita “Si chiede cortesemente di sgomberare e ripristinare i luoghi di proprietà di RFI entro il 28/2/2021”. Segue un numero di cellulare da contattare per eventuali informazioni.

Entro il 28 febbraio 2021! Quanto reclamato più di 5 anni fa (e ben prima del termine indicato) da RFI (società per azioni con funzione di gestore dell’infrastruttura ferroviaria nazionale e di alcune linee regionali in concessione, partecipata al 100% da Ferrovie dello Stato Italiane del cui Gruppo fa parte) nei confronti di chi accumula, con modalità seriali dai connotati apparentemente psicopatologici, cianfrusaglie e rottami, non pare essere stato debitamente accolto.

Sembra, anzi, che RFI si sia arresa all’inosservanza della forzatura legale, lasciando semplicemente correre e dando sottobanco semaforo verde alla sopravvivenza del deposito di ciarpame.
Strano, poi, che lo spazio verde a ridosso d’una supposta abitazione limitrofa con ammasso di robaccia, in 1^ Traversa Spianà, sia transennato in più punti, con tanto di bandiera italiana (ammonitrice?) per impedirne l’accesso.

La domanda è quasi d’obbligo: area RFI, area concessa o… area occupata?




