Generali tiene anche se svaluta gli investimenti in Russia. Semestrale: il contributo di Cattolica è ancora marginale

Nonostante gli sbalzi del mercato e le tensioni internazionali i risultati consolidati del gruppo Generali al 30 giugno non mostrano segnali di indebolimento: in ulteriore crescita il risultato operativo, l’utile netto sarebbe stabile senza le svalutazioni in Russia, e anche la posizione di capitale si conferma solida. La compagnia ha inoltre avviato l’operazione di riacquisto di azioni proprie deliberata dall’assemblea di aprile, fino a un massimo di 500 milioni, pari al 3% del capitale.

I premi lordi sono in aumento a 41,9 miliardi (+2,4%), grazie allo sviluppo del ramo Danni (+8,5%), in particolare nel non auto; premi stabili nel Vita (-0,5%). Una nota del gruppo definisce “resiliente” il livello di raccolta netta Vita a 6,2 miliardi, “supportata dallo sviluppo delle linee puro rischio e malattia e unit-linked, che più che compensa il calo della linea risparmio, coerente con il riposizionamento del portafoglio”. Il risultato operativo segnala un’ulteriore crescita a 3,1 miliardi (+4,8%), grazie allo sviluppo dei segmenti Vita, Danni e Holding e di altre attività. Il Combined Ratio segna un 92,5% a +2,8 punti, mentre il new business margin cresce di 0,59 punti al 5,23%.

Philippe Donnet, group CEO di Assicurazioni Generali, riconfermato dall’assemblea di aprile.

Buone notizie anche dall’utile netto, che per effetto delle svalutazioni sugli investimenti russi scende a 1.402 milioni dai 1.540 milioni del primo semestre 2021. Senza la Russia il dato sarebbe rimasto invariato a 1.541 milioni. Il Leone considera “estremamente solida” la posizione di capitale, con il Solvency Ratio a 233% (227% l’anno scorso). La prima fase di integrazione di Cattolica passa quasi inosservata in questa semestrale. Sui premi lordi del segmento Vita, pari a 27,3 miliardi, il contributo della compagnia veronese è pari a 1,3 miliardi, mentre sui 6,2 miliardi della raccolta netta Vita il gruppo Cattolica ha inciso per 275 milioni, quasi interamente derivanti dagli accordi di bancassurance. Da segnalare per l’Expense Ratio un aumenta marginale di 0,2 punti al 28,7%, evidenziando una crescita nella componente amministrativa di +0,3 punti. “La crescita dei costi amministrativi”, è la valutazione di Generali, “riflette interamente il consolidamento con il metodo integrale di Cattolica, il cui expense ratio è superiore alla media del gruppo”.

“I solidi risultati di Generali dimostrano che il nostro impegno nell’implementazione del piano strategico Lifetime Partner 24: Driving Growth è la strada giusta per conseguire una crescita sostenibile e aumentare la profittabilità operativa”, commenta Philippe Donnet, il group CEO di Generali. “Siamo stati in grado di raggiungere questi risultati in un contesto di crescente incertezza geopolitica e macroeconomica, mantenendo come priorità principale i nostri clienti e le loro esigenze. Nei prossimi mesi continueremo a essere pienamente focalizzati sull’esecuzione del piano triennale e rafforzeremo la leadership del nostro gruppo come assicuratore e asset manager globale”.

Intanto Generali ha avviato il riacquisto di azioni proprie per un importo non oltre i 500 milioni. Il buyback, deliberato in assemblea il 29 aprile, prevede l’acquisto azionario finalizzato all’annullamento fino a un massimo del 3% del capitale sociale. Il programma di riacquisto si inquadra nel piano strategico triennale in materia di gestione del capitale e punta a impiegare le risorse liquide in eccesso accumulate durante il triennio 2019-21 e non usate per il capital redeployment, fornendo agli azionisti una remunerazione aggiuntiva ai dividendi. Il buyback sarà gestito da UBS Europe e inizierà domani, 3 agosto 2022, per terminare entro dicembre 2022. Il prezzo minimo di acquisto non potrà essere inferiore al valore nominale implicito, pari a 1 euro, mentre quello massimo non potrà eccedere del 5% il prezzo di riferimento registrato dal titolo in Borsa il giorno precedente alle singole operazioni.

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