I bambini scoprono i linguaggi dell’arte visiva. E i Magazzini Generali diventano la tavolozza di un workshop tutto per loro

Venerdì 1° ottobre si terrà “Non sono un murales – Segni di comunità”, un evento diffuso in oltre 120 luoghi d’Italia, che vedrà coinvolte le diverse comunità nella realizzazione di un momento corale. Promosso da Acri (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio), l’evento si tiene in occasione della nona Giornata europea delle fondazioni. Per l’occasione Fondazione Cariverona ha promosso il workshop “Lontano dagli occhi” per bambine e bambini, curato dell’artista Rebecca Moccia e organizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale Urbs Picta e Children’s Museum Verona.

Durante due appuntamenti nei giorni scorsi i giovanissimi partecipanti si sono avvicinati ai linguaggi dell’arte visiva, attraverso l’utilizzo di materiali e tecniche sperimentali. In un laboratorio realizzato al Children’s Museum Verona bambine e bambini tra 6 e 11 anni hanno realizzato un’installazione collettiva che verrà svelata venerdì 1° ottobre nell’area degli ex Magazzini Generali, all’esterno del Children’s Museum, un luogo rappresentativo per la comunità e la Fondazione Cariverona. L’inaugurazione dell’opera, prevista per le 16.30, sarà accompagnata da un evento aperto alla comunità veronese, in cui sarà presentato il percorso che ha portato alla realizzazione dell’installazione e i valori che ispirano l’iniziativa, realizzata su tutto il territorio nazionale dalle fondazioni di origine bancaria e l’attività quotidiana in quegli spazi.

Obiettivi specifici del workshop “Lontano dagli occhi”, condotto dall’artista Rebecca Moccia, sono stati il riconoscimento della complessità dell’esperienza visiva e la sua ricchezza, oltre che dell’importanza di un approccio critico a ciò che guardiamo. Attraverso questa esperienza bambine e bambini hanno maturato consapevolezza delle possibilità espressive di materiali e tecniche diverse da quelle canoniche della pittura e della modellazione, applicabili a spazi estesi e non circoscritti. Utilizzando immagini, forme e immaginazioni i giovani partecipanti hanno così creato un assemblage mobile, una stratificazione aperta e semi invisibile: un rifugio per lo sguardo libero, intimo e segreto.

La Giornata europea delle fondazioni, che si tiene ogni anno il 1° ottobre, è un’iniziativa lanciata nel 2013 da DAFNE, l’organizzazione che riunisce 302 associazioni nazionali di fondazioni di tutto il continente, a cui in Italia aderiscono Acri, che associa le Fondazioni di origine bancaria, e Assifero, l’associazione che riunisce le Fondazioni d’impresa, di famiglia e di comunità. La Giornata è un’occasione per contribuire a far conoscere meglio l’operato delle fondazioni, che in Europa sono più di diecimila e, insieme al volontariato e al Terzo settore, contribuiscono ad alimentare e innovare il welfare e la cultura del continente. Il programma completo della giornata e dei luoghi in cui verranno realizzate le altre installazioni è sul sito www.nonsonounmurales.it.

L’artista Rebecca Moccia

Le Fondazioni di origine bancaria sono organizzazioni non profit, private e autonome, nate all’inizio degli anni Novanta dalla riforma del sistema del credito. Sono 86, differenti per dimensione e operatività territoriale, e intervengono in diversi campi, dal welfare alla cultura, dall’innovazione all’ambiente, dall’educazione alla ricerca, realizzando ogni anno quasi 20 mila iniziative per sostenere lo sviluppo delle proprie comunità locali e del Paese.

E infine uno sguardo ai protagonisti dell’iniziativa veronese. Rebecca Moccia (Napoli, 1992) è un’artista multidisciplinare. Nell’ultimo anno ha condotto una serie di laboratori. L’Associazione Culturale Urbs Picta è nata a Verona nel 2016 e promuove e organizza progetti ed eventi culturali per favorire la conoscenza dell’arte contemporanea. Il Children’s Museum Verona è un museo dei bambini da 0 a 12 anni, interattivo e ad alto contenuto esperienziale a tema STEAM (Science, Technology, Engineering, Art, Mathematics), nato per stimolare la curiosità e la fame di conoscenza delle nuove generazioni.

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